SOCUREZZA 25/09/2026: Trentanovenne arrestato dalla polizia per detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Agiva usando l’identità di un pensionato
SICUREZZA – La Polizia ha dato esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Milano nei confronti di un cittadino italiano residente a Robbio, in provincia di Pavia.
L’attività è stata avviata dalla Sezione operativa per la Sicurezza Cibernetica di Novara lo scorso anno, a seguito di una segnalazione di NCMEC (“National Center for Missing Exploited Children”) relativa alla diffusione di materiale pedopornografico avvenuto tramite l’applicazione di messaggistica Messenger.
I primi accertamenti però, spiega la Polizia, riconducevano all’account di un pensionato, risultato successivamente completamente estraneo ai fatti, in quanto il suo profilo social era stato hackerato.
Infatti i successivi approfondimenti fatti sulle tracce informatiche dei file pedopornografici diffusi, hanno consentito di risalire all’identità del reale responsabile.
Nel corso della prima perquisizione, effettuata nel febbraio 2025, sono stati sequestrati numerosi dispositivi informatici nella disponibilità dell’indagato. Gli accertamenti tecnici e le successive analisi forensi hanno consentito di individuare circa 15.000 file (foto e video) pedopornografici, alcuni dei quali particolarmente violenti.
Le analisi hanno anche permesso di accertare l’accesso abusivo all’account Messenger del pensionato, da cui era scaturita la diffusione dei contenuti pedopornografici e la successiva segnalazione di NCMEC, nonché di appurare l’accesso abusivo e l’abituale utilizzo di altri account Messenger, appartenenti a terze persone ignare.
L’indagato è stato infatti trovato in possesso di un elenco di credenziali appartenenti a circa 200 account sottratti illecitamente.
Alla luce degli elementi raccolti, la Procura della Repubblica di Milano, successivamente interessata per competenza territoriale, ha richiesto al GIP l’emissione della misura cautelare della custodia in carcere, unitamente all’esecuzione di una nuova perquisizione locale, personale e informatica. Nel corso dell’attività sono stati sequestrati ulteriori 5 dispositivi informatici, che saranno sottoposti ad ulteriori accertamenti forensi.
L’indagato è stato condotto al carcere di Biella e sottoposto all’interrogatorio di garanzia.
La polizia precisa anche che il procedimento versa allo stato delle indagini preliminari e che pertanto, l’indagato è da ritenersi innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.














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