PAVIA 04/08/2026: Peste Suina Africana. Coldiretti traccia un bilancio dopo 3 anni e chiede l’intervento dell’Europa
PAVIA – “Un crollo di quasi il 60% dei capi allevati, passati da oltre 233 mila ad appena 100 mila.”
Coldiretti Pavia traccia un bilancio pesantissimo dell’epidemia di Peste Suina Africana (PSA) scoppiata tre anni nel territorio pavese (il centro più colpito Zinasco).
«In questo periodo gli allevatori pavesi hanno subito danni diretti e indiretti, oltre a speculazioni per centinaia di milioni di euro – sottolinea Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia – Ora ci aspettiamo che l’Europa dia una risposta concreta e metta a disposizione le risorse necessarie per sostenere le imprese che si sono sacrificate per salvare l’intero comparto».
Era l’agosto del 2023 quando si è registrato il primo caso di PSA in un allevamento di suini in provincia di Pavia.
«Da allora è stato un susseguirsi di conseguenze devastanti per le aziende agricole – ricorda ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – Dall’abbattimento di quasi 100 mila capi in due anni fino alla creazione delle zone di restrizione, passando dall’impatto economico delle misure sanitarie alla contrazione del mercato, senza dimenticare anche l’aumento dei costi di produzione e le dinamiche speculative che hanno finito per penalizzare indiscriminatamente tutti gli allevamenti pavesi, contagiati o meno dalla PSA».
“Se prima della Peste Suina Africana in provincia di Pavia c’erano oltre 180 aziende agricole attive nel settore – ricorda Coldiretti – oggi ne sono rimaste soltanto una cinquantina, che allevano un patrimonio di capi che si è ridotto di quasi il 60% in tre anni.”
«Un crollo che fotografa la gravità della crisi che ha colpito un territorio centrale per la filiera nazionale dei salumi DOP – dice ancora Siliva Garavaglia – Eppure, nonostante abbiano subito pesanti danni economici, i nostri allevatori hanno dimostrato grande senso di responsabilità, investendo in biosicurezza e continuando a rispettare le prescrizioni delle autorità competenti».
Intanto Coldiretti portava avanti un confronto costante con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) e con la Commissione Europea per ottenere il riconoscimento dei danni indiretti subiti dagli allevatori italiani.
«Abbiamo condotto un’azione istituzionale su più livelli, mantenendo alta l’attenzione sul territorio pavese e sulla necessità di destinare nuove risorse al comparto suinicolo – sottolinea il Presidente di Coldiretti Pavia – Attraverso il sistema dei Centri di Assistenza Agricola (CAA), Coldiretti ha seguito l’intera fase di raccolta e rendicontazione di una serie di dati richiesti dall’Unione Europea, organizzando un lavoro straordinario per completare l’inserimento delle informazioni nel sistema SIAN entro le scadenze previste dalla Commissione».
“Nel prossimo mese di ottobre – anticipano i tecnici di Coldiretti Pavia – è previsto il confronto con la Commissione europea sulla base dei dati trasmessi dall’Italia per ottenere le risorse necessarie a finanziare gli indennizzi relativi ai danni indiretti subiti nel 2025, anno in cui le aziende hanno continuato a pagare il prezzo della PSA pur non essendo interessate da focolai.”
“Se la riunione di ottobre confermerà il via libera definitivo ai finanziamenti europei – spiegano ancora i tecnici di Coldiretti Pavia – il Ministero potrà adottare il decreto di apertura dei termini per la presentazione delle domande relative ai danni indiretti 2025, con l’obiettivo di procedere all’erogazione degli indennizzi entro il marzo del 2027.”
«Noi, come abbiamo fatto fin dall’inizio, continueremo a seguire ogni passaggio istituzionale a tutti i livelli, da quello europeo a quello regionale, agendo sempre con determinazione affinché nessuna azienda agricola venga lasciata sola – conclude il Presidente di Coldiretti Pavia – Difendere gli allevamenti significa difendere centinaia di posti di lavoro, oltre alla qualità delle nostre produzioni e una filiera simbolo del Made in Italy».














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