VOGHERA 05/05/2026: I segreti della traduzione letteraria. Due appuntamenti a Maggio in città
VOGHERA – A maggio Voghera, per la serie VogherAutori, dedica due appuntamenti al mondo della traduzione letteraria, esplorando il lavoro spesso invisibile ma decisivo di chi porta romanzi e poesie oltre i confini linguistici. Il mini ciclo, dal titolo provocatorio “Quale lingua parla il traduttore (?)”, mette a confronto tre figure di primo piano della traduzione italiana e internazionale, con due eventi distinti dedicati alla prosa e alla poesia.
Il primo incontro, “Tradurre la prosa”, si terrà sabato 9 maggio 2026 alle 17.30 nella Sala Zonca (di Piazza Meardi 2). Ospite d’eccezione sarà Susanna Basso, una delle più importanti traduttrici italiane contemporanee.
Il secondo appuntamento, “Tradurre la poesia”, è previsto per venerdì 15 maggio 2026 alle 21.00 nella suggestiva cornice di Via Plana 33, sede della nuova “Stanza Landini”.
A confrontarsi saranno Carlos Claveria Laguarda, che ha tradotto ben 62 poeti italiani, da Pavese a Machiavelli, da Camilleri a Sciascia, fino a Primo Levi ed Ennio Flaiano, e Amedeo Anelli, noto per le sue traduzioni di autori come Nikolaj Gumilëv e Vladimir Majakovskij.
Gli eventi sono promossi da Gli In Soliti Creativi, Comune di Voghera e Libreria Ticinum,
Spiegano gli organizzatori. “Tradurre è una forma di lettura, o di ascolto, ad alta intensità. Implica attenzione per il ritmo della scrittura, per i caratteri stilistici più riposti, per indizi infinitesimali, per simmetrie, opposizioni, enigmi, reticenze e bugie. Entreremo nel lavoro quotidiano del traduttore (di un traduttore d’eccezione) e, partendo da rituali privatissimi (inseguire il testo, ricostruire in dettaglio lo svolgimento di una azione appena accennata), parla di esperienze che lasciano il segno e di (provvisori) segreti di bottega.”
Ancora. “Analizzeremo zone tradizionalmente ostiche del tradurre (dialoghi, incipit, enigmi). Racconteremo senza sentimentalismo l’incontro coi testi (l’invidia è un motore positivo) e il confronto con le versioni altrui (strumento per misurare, come in uno specchio, il proprio personale processo di manipolazione del testo). Parleremo non di scrittori, ma di scritture. E di piccole storie di incontri mai dimenticati (tra gli altri, Alice Munro e Ian McEwan), che restituiscono per una volta, tra silenzi e lampi di svelamento, non pagine ma persone.”














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