PIACENZA 17/02/2026: Referendum sulla Giustizia. Sala gremita per l’incontro con Nordio sulle “Ragioni del Sì”
PIACENZA – Sala strapiena per il ministro Carlo Nordio e per il ministro Tommaso Foti a Piacenza, in occasione dell’incontro pubblico, tenutosi questo pomeriggio all’Auditorium Sant’Ilario, dal titolo “Le ragioni del Sì”, sul tema del Referendum sulla riforma della Giustizia.
L’incontro è stato aperto e introdotto dal presidente dell’ordine degli avvocati di Piacenza Franco Livera.
“L’avvocatura – ha detto – è favorevole alle modifiche introdotte dalla Legge ’38, e quindi al Sì al referendum. È una riforma di buon senso che pone rimedio è una stridente anomalia italiana nel panorama delle democrazie occidentali. Una riforma che va a completare la riforma del
Codice Vassalli approvata a grandissima maggioranza del parlamento 40 anni fa.”
Quanto al sorteggio, “è un punto fondamentale – ha detto ancora – perché solo quello può ridurre il potere delle correnti che sono partitini che hanno lottizzato una Istituzione della Repubblica.”
”L’attuale codice penale che i giudici tengono in mano è firmato da Benito Mussolini ed Emanuele terzo – ha detto fra l’altro Carlo Nordio – Invece il Codice dell’88-89 è stato introdotto da un eroe della resistenza quale Giuliano Vassalli, medaglia d’argento per aver salvato dal carcere Pertini e Saragat. Vassalli ha introdotto un codice di common law sul modello dei codici delle democrazie occidentali. Quaranta anni fa non si poté dar seguito al codice Vassalli ma adesso è possibile ed è alla nostra portata. “
Rispondendo alle domande sul “clima” in cui si sta tenendo la campagna informativa, Nordio si è detto rammarico perchè “si sta andando verso una specie di referendum pro o contro il governo, che va a snaturare completamente questa consultazione: spero che i toni si abbassino – ha aggiunto – e si parli esclusivamente del contenuto della riforma”.
Circa la polemica sulla richiesta del Ministero all’associazione magistrati di rendere noti i finanziamenti ricevuti”, Nordio ha spiegato che si è trattato di un “atto dovuto, a seguito della richiesta di un parlamentare” e si è detto pronto a fare la stessa richiesta ai comitati per il Sì, qualora arrivasse una richiesta in Parlamento.
Sul procuratore di Napoli Gratteri invece (“per il ‘no’ voteranno le persone perbene, voteranno per il ‘si’ gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”), Nordio è stato netto: “Sono affermazioni assolutamente improprie e fuori luogo e penso che Gratteri si sia reso conto della loro gravità, che coinvolgono tutte le persone che votano per il sì e che comprendono persone autorevolissime, da Sabino Cassese al professor Barbera.”
All’incontro ha partecipato anche Achille Cester, ingegnere oltrepadano che si muove fra imprenditoria (professionista nell’ambito della radio protezione nucleare) politica (tra l’altro è stato assessore al Comune di Voghera ed anche candidato sindaco a Mezzanino) e impegno civile (dagli aiuti al popolo ucraino alla sponsorizzazione di attività sportive).
Cester nel caso specifico è convintamente dalla parte del Sì alla riforma.
“Personalmente sono a favore del Si. Ancor di più dopo aver fatto esperienza sulla mia pelle della contiguità tra giudice e pm per non dire del tribunale della libertà. Purtroppo il referendum di marzo è stato ormai politicizzato trasformandolo in un referendum sul governo. Cosa sbagliatissima. Meno male che ci sono grandi intellettuali, ne cito uno, come Paolo Mieli, che hanno il coraggio di sottrarsi al gregge e votare secondo coscienza”, conclude Achille Cester.














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