PAVIA 18/07/2025: Cambiamento climatico. Esalazioni di gas in campagna. Legambiente monitora i siti. Uno è in provincia
PAVIA -Il monitoraggio condotto da Legambiente in Lombardia tra il 24 e il 26 giugno 2025 ha evidenziato come anche piccole emissioni continue di metano dalle infrastrutture del gas rappresentino un rischio per il clima. Nell’ambito della campagna “C’è Puzza di Gas”, sono stati analizzati 23 componenti di 12 impianti nelle province di Cremona, Pavia e Lodi, utilizzando un “naso elettronico” a infrarossi.
I dati raccolti mostrano che, pur registrando per la maggior parte concentrazioni basse, il 65,5% dei punti monitorati ha superato i 10 ppm, oltre la media atmosferica di circa 2 ppm, segnalando anomalie significative.
Va sottolineato che il monitoraggio è stato effettuato a distanza, rendendo i dati cautelativi. Se fosse stato condotto a un metro di distanza, spiega Legambiente, nessun elemento sarebbe risultato irrilevante e si sarebbero rilevate concentrazioni più elevate, con il 7,6% dei valori considerati alti. A Bascapè, in provincia di Pavia, due elementi dell’impianto REMI hanno mostrato concentrazioni basse.
Nonostante l’Italia abbia aderito al Global Methane Pledge, che prevede una riduzione del 30% delle emissioni di metano entro il 2030, per Legambiente, il Paese è in ritardo sia nell’attuazione del regolamento europeo che negli impegni internazionali. Legambiente critica anche la proposta dell’UE di inserire il regolamento sul metano nel pacchetto “Omnibus”, temendo un indebolimento delle misure. Positiva, ma da concretizzare, è l’approvazione dello schema di legge delega per la riduzione delle emissioni nel settore energetico.
La Lombardia, regione con il più alto consumo di energia da fonti fossili in Italia, presenta un quadro preoccupante, spiega Legambiente: le microperdite domestiche si sommano a quelle delle grandi infrastrutture, rendendo urgente un cambio di rotta verso l’elettrificazione dei consumi. Il metano, infatti, ha un potere climalterante fino a 86 volte superiore alla CO₂ nei primi 20 anni e contribuisce a oltre un terzo del riscaldamento globale. Ridurne le emissioni è fondamentale per la decarbonizzazione, con benefici immediati per il clima e la salute pubblica, come la riduzione dell’ozono troposferico, responsabile di malattie respiratorie e danni agricoli.
Il metodo di rilevazione si è basato sull’assorbimento del raggio laser da parte del metano, con misurazioni espresse in ppm (parti per milione), e le concentrazioni sono classificate in quattro livelli: irrilevante (fino a 10 ppm), basso (10–100 ppm), medio (100–1.000 ppm) e alto (oltre 1.000 ppm).













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