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VOGHERA 05/05/2023: Le iniziative culturali del Club del Libro entrano nel carcere

Maggio 05
18:26 2023

VOGHERANei giorni scorsi si è tenuta la prima presentazione letteraria nell’ambito dell’iniziativa Il Club del Libro presso la casa circondariale di Voghera.

Si tratta di un’iniziativa nata dalla collaborazione di Nicola Affronti e Camilla Sernagiotto, che da anni collaborano per progetti culturali e di volontariato nel carcere vogherese. Rispettivamente Consigliere Comunale e Vice Presidente Circolo Culturale “Il Vogherese” (Affronti) e giornalista e scrittrice vogherese (Sernagiotto), i due hanno deciso di fondare un club del libro che coinvolga sia la popolazione detenuta sia quella di Voghera. L’iniziativa è stata sposata con entusiasmo e grande coinvolgimento da Davide Pisapia, Direttore della Casa Circondariale di Voghera, e dalla Adele Ianneo, Funzionario Giuridico Pedagogico Casa Circondariale Voghera.

Il progetto è stato accolto con grande entusiasmo degli ospiti della Casa Circondariale che hanno partecipato.

Il primo libro letto, discusso e presentato è stato quello di Angela Megassini, dal titolo “Volevo fare la deejay. Storie di campagna e di musica”. Nota manager musicale e personaggio culturale della città di Voghera, il nome di quella che tutti conoscono come “Angelina” è famoso anche per via del suo illustre marito: l’armonicista vogherese Fabrizio Poggi. Presente all’evento nel carcere anche lui, che ha poi offerto un intervento musicale molto commovente, suonando con l’armonica Amazing Grace.

“Quella del Club del libro – spiega Nicola Affronti – è una bella iniziativa che io e Camilla Sernagiotto abbiamo voluto proporre alla direzione della casa circondariale di Voghera, che l’ha accolta con grande entusiasmo. Prima di ogni incontro, vengono donate alla biblioteca della casa circondariale delle copie del libro da presentare per far sì che i detenuti possano leggere l’opera prima dell’evento. Nel primo incontro con Angela Megassini si è creato un bellissimo dibattito che ha commosso sia gli ospiti della struttura sia l’autrice sia noi relatori. Questa sarà la prima di una serie di incontri all’interno di una realtà vogherese molto importante. Questa è stata una ripresa post-Covid delle attività di volontariato che io e Camilla facciamo ormai da più di dieci anni all’interno della casa circondariale di Voghera, che hanno sempre riscosso una grande partecipazione”.

“Scegliamo ogni mese un libro da leggere tutti quanti: detenuti che aderiscono al progetto e cittadini vogheresi che fanno altrettanto – dice Camilla Sernagiotto -. Ci incontriamo mensilmente per discuterne assieme, proprio come in un tipico club del libro. Il plus è che l’incontro mensile coinvolge direttamente anche l’autore del libro: in questo nostro club, infatti, si scelgono solo pubblicazioni di autori che decidono di entrare personalmente nella struttura carceraria per parlare direttamente con i propri lettori. E questa iniziativa sta raccogliendo tantissime adesioni non solo di detenuti e cittadini di Voghera: anche molti scrittori ci stanno contattando per aderire al progetto, che trovano interessante ed edificante per tutti. Angelina ci teneva molto a portare la sua esperienza e il racconto della sua vita nel carcere vogherese, così abbiamo deciso di inaugurare il club con il suo libro. E noi la ringraziamo perché ha portato una storia intensa, un’empatia, una sensibilità e una commozione tali da ristorare gli animi. Il suo incontro ha toccato corde profonde in tutti noi, rivelandosi un balsamo”.

“Quando ho varcato la grande porta blindata della casa circondariale e ho incontrato gli ospiti, i miei occhi si sono riempiti di lacrime per l’emozione – ha aggiunto Angela Megassini -. Ma poi loro mi hanno dato la forza di parlare. E le mie parole si sono connesse con le loro e insieme abbiamo riscritto le pagine di un nuovo libro che non era più solo mio. A volte abbiamo bisogno di qualcuno che ci mostri la speranza anche là dove sembra non entrare più”

“A un certo punto non mi sono più sentito in un luogo con le sbarre alle finestre, le porte chiuse a chiave, in un carcere luogo di sofferenza ed espiazione, ma in una enorme stanza con porte e finestre spalancate dove le persone si incontrano, si relazionano, si raccontano storie e cercano ciò che ogni essere umano desidera nella propria vita e nei momenti più duri: un pezzettino, anche piccolo, di felicità”, ha dichiarato Fabrizio Poggi.

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