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BRONI 26/05/2022: Sequestrata la ex Fibronit. La Procura indaga su presunti illeciti commessi nell’attività di bonifica della vasta area inquinata dall’amianto

Maggio 26
10:53 2022

BRONI – Colpo di scena nella eterna vicenda della bonifica della ex Fibronit di Broni. Il Sito di Interesse Nazionale (SIN) è stato sequestrato dalla guardia di finanza su disposizione della procura di Pavia. Insieme al sequestro sono stati indagati gli amministratori e i responsabili dei lavori di bonifica.
In un comunicato a firma del procuratore Fabio Napoleone si apprende che “Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Pavia, su delega della Procura della Repubblica di Pavia, sta eseguendo il sequestro probatorio di un’area di circa 140.000 mq facente parte del SIN ex Fibronit di Broni” e che contestualmente “vengono perquisiti gli uffici della Stazione appaltante e di 2 società esecutrici della progettazione e dell’esecuzione dei lavori del 2° lotto di bonifica.”

Le principali ipotesi di reato per cui la Procura sta procedendo sono: “Frode nelle pubbliche forniture. – art. 356 c.p. Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche = art. 640 bis c.p., alcuni delitti contro l’ambiente, fra cui Inquinamento ambientale – art. 452 bis c.p., Omessa bonifica – 452 terdecies c.p., Attività di gestione di rifiuti non autorizzata – art. 256 del D. Lgs n. 152/2006 (Codice dell’ambiente). nonché numerose Violazioni delle misure di prevenzione e protezione dai rischi connessi all’esposizione all’amianto (artt. 251. 252 e. 262 del D Lgs. n. 81/2008, TU. sulla salute e sicurezza sul lavoro) e Responsabilità amministrativa degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato artt. 5, 6. 24 e 25undecies del D Lvo n. 231/2001.”

La Procura spiega che “Il sito è inserito tra i Siti di Interesse Nazionale (SIN) che rappresentano aree contaminate di particolare estensione classificate come pericolose dallo Stato Italiano e che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e/o delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari”. E che “I lavori consistevano nel completamento dello smaltimento dei manufatti/tubazioni collocati sui piazzali esterni dello stabilimento, della bonifica dell’interno dei capannoni contaminati da amianto e della rimozione e smaltimento di tutte le lastre di copertura e tamponamento degli edifici dell’area.”

Nel Comunicato si legge che “Per tale lotto di lavori, la società aggiudicataria ha ricevuto, complessivamente, oltre 8 milioni di euro a titolo di contributi e/o finanziamenti erogati dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare e, in parte, dalla Regione Lombardia.”
Quanto alle indagini, sono state avviate nel 2019 ed eseguite dal Nucleo PEF di Pavia. E sono consistite principalmente, “in una attività di continuo monitoraggio dell’area”. Attività che fa ipotizzare alla Procura “un articolato sistema di frode in pubbliche forniture e prestazioni di servizi che sarebbe stata commessa a vantaggio delle società coinvolte.”

Durante i lavori di bonifica del 2° lotto dell’area – spiega ancora il Procuratore .-, sarebbero stati disattesi gli obblighi derivanti da un contratto di fornitura concluso con una società a partecipazione pubblica, violando, illecitamente e ripetutamente, le prescrizioni progettuali autorizzate con la conseguenza di non provvedere, di fatto, al corretto ripristino dello stato dei luoghi del S.I.N..”
Dalle indagini è sarebbe poi emerso “che alcuni degli indagati, fra cui i Direttori di Cantiere, dei
lavori e della Sicurezza, in base ai ruoli rivestiti che prevedono, tra l’altro, di impartire delle direttive agli operatori di cantiere nonché di vigilare sulle operazioni eseguite, anche omettendone l’attività di controllo in loco, avrebbero consentito che l’esposizione alla polvere proveniente dall’amianto o dai materiali contenenti amianto nell’area del sito monitorata dagli investigatori, non venisse ridotta al minimo con pregiudizio per gli operatori stessi e per la contaminazione dell’ambiente esterno, in violazione delle prescrizioni del Progetto definitivo di bonifica amianto – 2°lotto – approvato dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare.”
“Il sequestro – conclude la Procura – si rende necessario per svolgere accertamenti tecnici volti a riscontrare le ipotesi di indagine, con particolare riferimento all’attuale presenza di sostanze nocive nell’area.”

PRESUNZIONE DI INNOCENZA

Si ricorda che nel sistema penale italiano vige la “presunzione di innocenza”. Principio sancito dall’articolo 27 della costituzione italiana, secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

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