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PAVIA 02/12/2021: Presunto uso di fanghi illegali in agricoltura. Otto indagati. Due arresti. E un obbligo di presentazione alla P.G.. Sequestrato anche un impianto di trattamento

Dicembre 02
10:59 2021

PAVIANelle prime ore di questa mattina il Gruppo Carabinieri Forestale di Pavia e la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di 3 misure cautelari personali, (nello specifico gli indagati sono in totale 8, tra cui 2 arresti domiciliari ed un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emessa dal G.I.P. di Pavia Luigi Riganti) nei confronti di soggetti indagati per il reato (di cui all’art. 452 bis c.p.) di inquinamento ambientale doloso, commesso, come si legge in comunicato dei carabinieri forestali, “a partire dal mese di febbraio 2021, mediante reiterate condotte di spandimento di materiale asseritamente qualificato quale ‘ammendante’, utilizzabile come fertilizzante in agricoltura, ma in realtà risultato rifiuto a seguito delle attività investigative.”

Gli inquirenti avrebbero ravvisato altresì la fattispecie delittuosa della concussione a carico di uno dei soggetti sottoposti agli arresti domiciliari, in quanto, come si spiega nel comunicato, “utilizzando la qualifica di sindaco comunale (il comune è Barbianello, in Oltrepo pavese ndr) costringeva un pubblico ufficiale (della polizia locale ndr) a non effettuare il controllo richiesto da altro Comune pavese su attività di spandimento di ammendanti su terreni agricoli, attività richiesta dalla cittadinanza all’esito dei forti miasmi percepiti.”

Contemporaneamente all’esecuzione dell’ordinanza, il Gruppo CC Forestale di Pavia ed i militari in forza ai Gruppi CC Forestale di Brescia, Como, Mantova, Milano, Lodi, Sondrio e Varese, hanno proceduto ad eseguire il decreto di sequestro preventivo dell’impianto di trattamento fanghi sito in provincia di Pavia (precisamente a Belgioiso ndr) e a perquisizioni domiciliari e locali, oltre che in società agricole della provincia di Pavia (tutte ubicate nel Pavese in Lomellina e in Oltrepo ndr), anche presso impianti di depurazione acque con sede nelle province di Como, Mantova e Sondrio.

Le attività investigative, dirette dal Sostituto Procuratore Andrea Zanoncelli e coordinate dal Procuratore Capo facente funzioni Mario Venditti, sono state avviate a seguito di numerose segnalazioni di abitanti per molestie olfattive.

I primi accertamenti svolti dall’Aliquota di Polizia Giudiziaria della Procura, avrebbero evidenziato la necessità di operare diversi approfondimenti, anche alla luce di ulteriori presunte anomalie riscontrate dalla Polizia Stradale di Pavia che. a seguito di alcuni controlli dei mezzi utilizzati per il trasporto del materiale prodotto nell’impianto interessato, avrebbero constatato “evidenti discrepanze con quanto dichiarato nel DDT (documento di trasporto) dell’ammendante ovvero fertilizzante ai sensi del D.lgs 75/2010 e lo stato di carico del rimorchio controllato.”

A ciò è seguita pertanto una fase investigativa della Sezione di P.g. in collaborazione con il Gruppo Carabinieri Forestale di Pavia, svolta con intercettazioni, servizi di osservazione, pedinamento e controllo, nonché con “numerosi campionamenti di materiale qualificato “ammendante” dalla ditta titolare dell’impianto e considerato invece “rifiuto” a seguito dei riscontri investigativi.”

Da ciò sarebbe emerso che la società titolare dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) al trattamento di rifiuti, in particolare fanghi da depurazione delle acque, spiegano i carabinieri, “non osservava il processo di trattamento previsto, immettendo materiale non adeguatamente maturato secondo i tempi richiesti.”

Ulteriore supporto alle indagini sarebbe stato fornito da ARPA Lombardia, Dipartimento di Lodi e Pavia, che mediante il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria – spiegano ancora i carabinieri, “ha messo a disposizione la propria competenza tecnica, collaborando e supportando continuativamente gli inquirenti, sia mediante attività di prelievo e campionamento, sia attraverso l’ispezione dello stabilimento oggetto di indagine.”

A seguito dei campionamenti su vari terreni agricoli ove era stato effettuato lo spandimento del materiale oggetto di indagine, “veniva appurata inoltre la presenza di livelli di arsenico in concentrazioni molto alte, spiegano i militari nel comunicato.”

Le condotte criminose sono state pertanto interrotte con l’esecuzione del decreto di sequestro preventivo dell’impianto (di Belgioioso ndr) e dell’ordinanza cautelare a carico degli indagati che hanno rivestito ruoli di maggiore rilievo nella perpetrazione del delitto di inquinamento ambientale concludono gli inquirenti.”

Per quanto riguarda gli 8 indagati, sono tutti riconducibili, o all’impianto di trattamento dei fanghi, oppure alle ditte che trasportavano il materiale da spandere sui campi. Solo in un caso si tratta di un agricoltore (di Giussago), che è indagato in quanto sarebbe stato consapevole che l’ammendante che spargeva sui campi non era tale.

Tutte le accuse che hanno colpito gli indagati dovranno ora passare al vaglio degli altri organi giudiziari.

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