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VOGHERA 21/10/2021: La Procura conferma l’eccesso colposo di legittima difesa e libera Adriatici per scadenza dei termini di custodia. Ma lo mette sotto protezione

Ottobre 21
18:58 2021

VOGHERA L’ex assessore Massimo Adriatici, indagato per l’uccisione di Youns El Boussettaoui in piazza Meardi, da ieri non è più agli arresti domiciliari.

Adriatici è tornato libero di circolare e lavorare a seguito della scadenza dei termini di custodia. Ciò è potuto avvenire poiché l’accusa nei suoi confronti è stata (fino a questo momento) confermata in eccesso colposo di legittima difesa. In altre parole i magistrati, durante i primi mesi dell’indagine, non hanno trovato elementi per contestare all’ex assessore l’omicidio volontario, così come invece vorrebbero i legali della famiglia del marocchino 38enne ucciso.

I magistrati sono giunti a questa decisione dopo aver visto il video dell’aggressione subita da Adriatici prima del tragico sparo, e dopo aver sentito due testimoni oculari (un terzo dovrebbe essere interrogato durante un incidente probatorio a novembre). I testi hanno raccontato di come l’allora assessore abbia alzato la mano per sparare a Youns El Boussetaoui ma anche (almeno uno di loro) di come, di fatto, Adriatici si stesse difendendo da un attacco.

Su tali basi la Procura (almeno fino a questo momento) ha considerato non volontario lo sparo ma dovuto ad una percezione errata del rischio che la sera del 20 luglio, davanti al bar Ligure, Adriatici stava correndo a seguito dell’aggressione subita per mano del marocchino (fu buttato a terra con un pugno mentre stava telefonando alle forze dell’ordine affinchè intervenissero per delle molestie che il marocchino avrebbe fatto agli avventori del vicino bar).

Tornando alla fine degli arresti domiciliari, la libertà per l’ex assessore non si sta svolgendo in maniera per così dire liscia, poiché per lui il Ministero dell’interno ha predisposto una forma di protezione personale (non una scorta vera e propria).

La Prefettura sembra infatti aver condiviso i timori circa l’incolumità dell’indagato avanzati dai suoi legali.

Il ministero fra l’altro avrebbe valutato il clima avvelenato che si respira in città attorno alla vicenda, ed anche una serie di elementi emersi dall’osservazione dei post comparsi su facebook.

Sotto l’occhio del Ministero dell’interno sono finite: foto di Adriatici a testa in giù; foto appaiate a Michele Misseri (convolto nell’omicidio di Sara Scazzi ad Avetrana); foto di Adriatici ritratto dietro le sbarre con una mano che mima il gesto della pistola (episodio dal quale sarebbe partita una denuncia formale per istigazione); oppure post in arabo in cui si invita alla protesta e si fa riferimento a dei ‘combattenti’; oppure ancora a commenti violenti sotto a post che lo riguardano.

Per i legali dell’ex assessore – che invitano tutti a conoscere come sono andati i fatti prima di giudicare – questi atti sono “istigazioni all’odio” da quali è giusto e necessario difendersi.

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