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PAVIA &PROVINCIA 08/10/2021: Circhi con gli animali. Proteste per l’arrivo di uno spettacolo a Velezzo Bellini. “Animali sottomessi”. “Non è educativo neanche per i bambini”

Ottobre 08
12:21 2021

PAVIA &PROVINCIA Cambiano i tempi… ma poi neanche tanto. Nonostante l’evoluzione del pensiero cosiddetto “ecologico” (che poi non è altro che una sempre maggiore necessità di rispettare e tutelare la Natura nella sua interezza) l’abbandono definitivo di certe pratiche poco rispettose della fauna e della flora, è di là da venire. Un esempio sono i “circhi con gli animali”, che continuano a girare per le piazze italiane.

L’ultimo caso sul territorio della provincia di Pavia arriva da Vellezzo Bellini, dove è arrivato un circo con felini, cammelli, lama e un asino.

Il fatto ha mobilitato i cosiddetti “animalisti” (che in realtà, e fortunatamente, sono sempre più spesso cittadini comuni che prendono finalmente coscienza della necessità di rispettare di più gli esseri senzienti, come lo sono i diversi tipi di animali che popolano la Terra).

Anche per questo al comune di Vellezzo è stata recapitata una lettera di protesta. A scriverla la nostra lettrice Paola Re di Tortona.

Spettabile Comune di Vellezzo Bellini,

ho appreso dai mezzi di informazione che dal 1 al 10 Ottobre a Vellezzo Bellini è attendato il Circo Kino che, a suon di “Ripartiamo insieme…!”, propone spettacoli con animali: un quadro desolante e imbarazzante perché nel terzo millennio la schiavitù dovrebbe essere un costume ampiamente superato.

Paola Re nella sua lettera cita diverse norme (le disposizioni del Regolamento 338/97/CE del Consiglio sulla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche minacciate di estinzione; il Regolamento 1/2005/CE del Consiglio sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate; il Regolamento (CE) 1739/2005 sui requisiti sanitari per la circolazione degli animali da circo tra gli Stati membri, e la Direttiva 92/65/CEE del Consiglio sulle norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali) invitando il Comune di Vellezzo Bellini a fare i relativi controlli.

Nella lettera si riporta poi le conclusioni di Eurogroups4Animals in cui si legge che «[…] Gli animali selvatici nei circhi sono individui costretti ad adattarsi e sottomettersi agli esseri umani. […] Nel corso di molte migliaia di anni, solo poche specie sono stati addomesticate, mentre altre potrebbero non esserlo mai, nemmeno dopo molte generazioni di allevamento selettivo. Una specie animale è considerata addomesticata quando ha subito modifiche genetiche che ne alterano l’aspetto, la fisiologia e, di conseguenza, il comportamento. Questo lungo processo richiede la selezione di caratteristiche specifiche per generazioni consecutive, e può richiedere molte decine di anni o addirittura secoli, a seconda della rigorosità della selezione e del tasso di riproduzione della specie in questione. […] gli animali del circo trascorrono la maggior parte del giorno rinchiusi […] in recinti da esercizio […] spesso al di sotto degli standard minimi dei recinti all’aperto degli zoo.”

Inoltre ancora nella lettera si fa riferimento alle posizioni di alcuni psicologi che hanno sottoscritto un documento (http://annamariamanzoni.blogspot.it/p/documento-psicologi.html) in cui esprimono «motivata preoccupazione rispetto alle conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione dei bambini di circhi, manifestazioni e spettacoli in cui vengono impropriamente impiegati animali. Queste realtà, infatti, comportano che gli animali siano privati della libertà, mantenuti in contesti innaturali e in condizioni non rispettose dei loro bisogni, costretti a comportamenti contrari alle loro caratteristiche di specie. Tali contesti, lungi dal permettere ed incentivare la conoscenza per la realtà animale, possono essere veicolo di una educazione al non rispetto per gli esseri viventi, indurre al disconoscimento dei messaggi di sofferenza, ostacolare lo sviluppo dell’empatia, che è fondamentale momento di formazione e di crescita, in quanto sollecitano una risposta incongrua, divertita e allegra, alla pena, al disagio, all’ingiustizia.»

Sulla missivsa di Paola Re concorda anche l’associazione “Gabbie Vuote”.
In un periodo in cui il sistema Terra sta morendo grazie al nostro comportamento insensato, in cui ‘Antopocene ci sommergerà per lo sfruttamento della natura

– scrive Mariangela Corrieri, al Presidente dell’Associazione – l’Agenda ONU 2030 ci dice chiaramente di difendere la biodiversità, voi approvate l’arcaicismo di un circo che sfrutta esseri senzienti che hanno appunto sentimenti e bisogni di cui non si riconoscono i diritti e, come moderni e sempre antichi schiavi vengono manipolati, usati, sfruttati, resi automi, macchine. L’essere umano che non ha afferrato il senso straordinario dell’essere un anello della catena della vita, è un automa lui stesso. Sperando in una riflessione.”

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