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BRONI STRADELLA 25/05/2021: Gestione rifiuti. 6 persone arrestate dalla Finanza. Le accuse: assenteismo, turbativa d’asta, concussione per induzione, peculato, truffa ai danni di ente pubblico, furto e ricettazione

Maggio 25
13:26 2021

BRONI STRADELLALa Guardia di Finanza di Voghera e Pavia, nell’ambito delle indagini dirette dal sostituto procuratore Roberto Valli e coordinate dal procuratore Mario Venditti, ha eseguito, sin dalle prime luci dell’alba di oggi, 6 arresti (1 in carcere e 5 ai domiciliari) e numerose perquisizioni nelle province di Pavia, Piacenza ed Alessandria.

I reati contestati agli arrestati sono di: peculato, truffa ai danni di Ente Pubblico, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, induzione a dare o ricevere utilità; gestione di rifiuti non autorizzata; furto e ricettazione.

Le misure cautelari rappresentano il culmine delle indagini svolte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Voghera che avrebbero consentito di accertare reati contro la Pubblica Amministrazione e numerose condotte illecite nell’ambito della raccolta e smaltimento dei rifiuti e dei rottami ferrosi nella provincia di Pavia, con il coinvolgimento di 15 persone fra dirigenti e funzionari della Broni Stradella Pubblica srl e imprenditori locali.

Le attività investigative, durate circa 2 anni, hanno inizialmente coinvolto uno degli arrestati – che si trova attualmente in carcere (C.S. di anni 59) – responsabile del servizio di coordinamento del personale impiegato nella raccolta rifiuti della Broni Stradella.

I finanzieri avrebbero scoperto che l’uomo sarebbe stato dedito ad “assenteismo” dall’attività lavorativa: condotta che sarebbe dimostrata dal fatto che, durante l’orario di lavoro, il 59enne – spiega la Finanza – “si recava ripetutamente presso la propria abitazione per il disbrigo di faccende personali. Inoltre, abusando del suo potere all’interno della struttura aziendale, persuadeva altri dipendenti della società pubblica, in particolare i suoi più stretti e fidati collaboratori (C.A. di anni 33 e G.G. di anni 45) anche loro tratti in arresto, ad assentarsi dal posto di lavoro ed aiutarlo nelle faccende private, talvolta anche di ristrutturazione edilizia della propria abitazione.”

In cambio l’uomo avrebbe promesso illeciti guadagni e la riconferma del posto di lavoro.

I finanzieri avrebbero anche scoperto, mediante video riprese e pedinamenti, che quegli stessi dipendenti, durante l’orario di servizio, avrebbero trascorso diverse ore a giocare con apparecchiature videoslot in locali pubblici.

La Guardia di Finanza, con le medesime indagini, avrebbe inoltre messo in luce ripetute condotte di peculato, commesse proprio dal responsabile del personale e dai suoi dipendenti.

Secondo l’accusa gli indagati si sarebbero appropriati di circa 150.000 kg di rottami ferrosi depositati presso le isole ecologiche dell’azienda, per poi cederli illegalmente ad un imprenditore tratto in arresto (A.I. di anni 43), titolare di una società attiva nel medesimo settore.

Sempre secondo l’accusa, l’arrestato C.S. di anni 59, in più, avrebbe utilizzato indebitamente le tessere carburante aziendali, da lui personalmente gestite, acquistando durante il periodo delle indagini oltre 5.000 litri di carburante per uso proprio e della sua famiglia (attraverso dei video acquisiti presso i distributori di benzina, la finanza avrebbe accertato che l’uomo riforniva costantemente i suoi autoveicoli privati e riempiva numerose taniche di carburante poi stoccate presso la propria abitazione, tutto in danno della Broni Stradella pubblica srl.

La Guardia di Finanza avrebbe infine scoperto un “impianto criminale” basato sulla sistematica falsificazione dei dati indicati sui formulari previsti dalla normativa sui rifiuti.

Con la complicità dei dipendenti infedeli – spiega la Finanza -, il titolare di una ditta individuale autorizzata ad accedere presso la piattaforma ecologica della Broni Stradella (B.G. di anni 66), ora in stato di arresto, avrebbe provveduto a selezionare, tra decine di tonnellate di rifiuti ferrosi quelli di maggiore pregio, separandoli da quelli di scarto. Una volta sottratti, i rottami oggetto di furto sarebbero stati ceduti ad un terzo soggetto (G.V. di anni 49, in stato di arresto), titolare di una società pavese attiva nel settore del trattamento dei rifiuti ferrosi, ricavandone un illecito guadagno. A conclusione delle attività di polizia giudiziaria, i finanzieri della Compagnia di Voghera avrebbero anche accertato che due dirigenti pro tempore della Broni Stradella pubblica srl, in concorso con i già citati imprenditori operanti nel settore dei rifiuti e rottami ferrosi, avrebbero violato le prescrizioni previste per il procedimento di scelta del contraente nell’ambito dei contratti pubblici.

Dalle attività investigative sarebbe emerso che, il contratto di affidamento del servizio di cernita e vendita del rottame ferroso presso la piattaforma ecologica gestita dalla società a partecipazione pubblica, sarebbe stato concluso favorendo i predetti imprenditori, in totale violazione delle procedure ad evidenza pubblica dettate dal codice degli appalti.

Le accuse agli arrestati ora dovranno passare al vaglio degli altri organi della Giustizia.

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