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VOGHERA PAVIA 18/06/2020: Coronavirus. “Non siamo ancora fuori pericolo”. L’Ats invita la popolazione a scaricare l’app IMMUNI. “Non vìola la privacy”

Giugno 18
12:43 2020

VOGHERA PAVIA – Checché ne dicano i ‘negazionisti’ della prima ora e gli ‘iper ottimisti’ dell’ultima ora, il virus SarsCoV2, responsabile della malattia Coronavirus (o Covid19), è ancora fra di noi e potrebbe riservare amare sorprese qualora dovesse giungere con questa diffusione e quindi con questa forza (quantità è forza, lo si è capito!), alla prossima stagione fredda.

Per questo, oltre alle solite precauzioni (distanziamento fisico, di almeno un metro; le mascherine, rigorosamente senza valvola e alla frequente disinfezione della mani… i ‘guanti’ sarebbe meglio evitarli – salvo disinfettarli spesso dopo averli indossati – perchè inducono una falsa sensazione di sicurezza) per questo, si diceva, è stato diffusa dal Governo la “app” “Immuni”, in grado di farci sapere se siamo venuti in contatto con persone positive al virus.

DISPONIBILE ANCHE IN LOMBARDIA… E NEL PAVESE

Dopo la sperimentazione in Puglia, Abruzzo, Marche e Liguria, da lunedì 15 giugno la app è attiva anche nella regione più colpita d’Italia, la Lombardia, e quindi anche nel pavese.

L’APPELLO DELL’ATS

Sul tema interviene l’Agenzia per la Tutela della Salute della provincia di Pavia (Ats), che, con un messaggio del direttore generale Mara Azzi, invita la popolazione a scaricare l’applicazione utile al tracciamento e il monitoraggio della diffusione del virus.

NON SIAMO ANCORA FUORI PERICOLO

«Non smetteremo mai di dire che, finchè non sarà disponibile un vaccino, non saremo fuori pericolo – esordisce Azzi -. Ciò che possiamo fare oggi, con gli strumenti a nostra disposizione, è prevenire la diffusione dell’epidemia e acquisire nuovi strumenti per un’eventuale nuova ondata in autunno. Dobbiamo tornare alla normalità, è vero, e ciò significa tornare a frequentare locali, negozi e giardini pubblici ma con intelligenza. L’app Immuni va in questa direzione e permette un’autodiagnosi prevenendo il contagio massivo: più persone la scaricano, maggiore sarà la sua efficacia»

COME FUNZIONA

Il funzionamento di Immuni è molto semplice: tramite il bluetooth del proprio smartphone, l’applicazione registra tutti i dispositivi con cui si è entrati in contatto ravvicinato per un determinato lasso di tempo. Nel caso di positività accertata al virus, l’utente (tramite l’app) invia una notifica a tutte le app delle persone che ha incontrato negli ultimi 14 giorni, invitando a mettersi in contatto con il proprio medico di medicina generale.

PRIVACY NON VIOLATA

«Questa modalità garantisce la privacy dell’utente perché vengono generati dei codici identificativi e non i dati personali della persona proprietaria del dispositivo, né tantomeno utilizza sistemi di geolocalizzazione – evidenzia il direttore generale di Ats Pavia -. Pertanto, l’app non può determinare dove sia avvenuto un contatto né coloro che vi hanno preso parte».

PIU’ LA SI SCARICA PIU’ E’ UTILE

Per una maggior efficacia diventano quindi fondamentali il download e l’utilizzo corretto di questo strumento di prevenzione.

“Uscendo di casa è importante avere sempre con sé l’applicazione attiva (verificando che ci sia scritto “servizio attivo” e che il bluetooth sia funzionante) – spiega l’Ats -, leggere le notifiche che arrivano e seguire le indicazioni fornite, che siano chiamare il medico, isolarsi o altro.”

«D’ora in poi sono 3 le armi di prevenzione che abbiamo a disposizione: mascherina, igienizzazione frequente delle mani e l’app Immuni – conclude Azzi -. Semplici strumenti da utilizzare con serenità e sicurezza per difenderci da un’eventuale ripresa del virus che dipendono dalla consapevolezza di ognuno di noi di fronte a un rischio che resta alto».

Immuni è disponibile per smartphone con sistema operativo Android (90% dei modelli compatibili, secondo Google) e iOS di Apple (compatibili gli iPhone aggiornati a 13.5 e superiori).

Nella sezione Faq del sito predisposto dal Ministero dell’Innovazione sono disponibili tutte le informazioni sul funzionamento. Per informazioni vedi anche www.ats-pavia.it

SPIEGAZIONI TECNICHE

Per chi fosse interessato, qui sotto riportiamo le spiegazioni tecniche presenti all’intreno della app Immuni

Come funziona Immuni in cinque passaggi
L’app associa a ogni dispositivo un codice casuale
Il codice è generato in modo casuale e non contiene informazioni identificative dell’utente e del suo dispositivo. Inoltre, il codice associato a ciascun dispositivo cambia diverse volte ogni ora, per tutelare al meglio la privacy.
I dispositivi che si incontrano si scambiano i rispettivi codici casuali
Quando un utente entra in contatto con un altro utente di Immuni, i dispositivi si scambiano i rispettivi codici tramite Bluetooth Low Energy. L’app riesce così a tenere traccia del contatto avvenuto, ma non può conoscere le identità degli utenti, né sapere dove si sono incontrati.
Chi risulta positivo sceglie se condividere i propri codici casuali
Gli utenti che sono risultati positivi al virus possono caricare su un server, con la collaborazione di un operatore sanitario, i codici casuali che i loro dispositivi hanno trasmesso nei giorni precedenti, in modo da renderli disponibili a tutti i dispositivi che hanno l’app installata, senza che questo consenta l’identificazione diretta degli utenti positivi.
Ogni dispositivo verifica se ha incontrato in precedenza uno o più dei codici condivisi
Immuni controlla periodicamente i codici presenti sul server e li confronta con quelli salvati sul dispositivo dell’utente. In questo modo determina se l’utente sia stato esposto a un potenziale contagio.
In caso di corrispondenza, l’utente viene avvertito
Qualora Immuni rilevi che il dispositivo su cui è installata ha avuto un contatto stretto con il dispositivo di un soggetto risultato positivo al SARS-CoV-2 (il virus che provoca il COVID-19), avverte l’utente e gli/le dice che cosa fare. Immuni procede sulla base del semplice rilevamento della prossimità e non tiene conto delle eventuali misure di protezione individuali adottate dagli utenti.
Riesce a fare tutto questo senza raccogliere informazioni sugli spostamenti degli utenti o sulle persone che questi hanno incontrato.

1. Titolare del trattamento

Il Ministero della Salute, in qualità di Titolare del trattamento (“Titolare”) dei dati personali raccolti nell’ambito del sistema di allerta COVID-19 , costituito da una piattaforma unica nazionale per la gestione dell’allerta dei soggetti che hanno installato, su base volontaria, l’applicazione Immuni (“Immuni” o “App”), informa l’utente di quanto segue.

2. Finalità del trattamento

I dati personali verranno utilizzati al fine di allertare gli utenti che hanno avuto un contatto a rischio con altri utenti risultati positivi al SARS-CoV-2 (il virus che provoca il COVID-19) e tutelarne la salute attraverso le misure di prevenzione previste nell’ambito delle iniziative di sanità pubblica legate all’emergenza COVID-19, come previsto dall’articolo 6 del decreto-legge del 30 aprile 2020, n. 28. Inoltre, i dati potranno essere utilizzati, in forma aggregata e anonima, per soli fini di sanità pubblica, profilassi, statistici o di ricerca scientifica.

3. Base giuridica

I dati sono trattati ai sensi dell’art. 6 del decreto-legge del 30 aprile 2020, n. 28, in conformità agli articoli 6, co. 1. lett. e, e 9, co. 2 lett. i e j, del Regolamento (UE) 2016/679, e agli articoli 2-ter e 2-sexies del Codice in materia di protezione dei dati personali (D. Lgs 196/2003 e s.m.i.).

4. Tipologia di dati

Per impostazione predefinita, i dati personali raccolti dall’App non consentono l’identificazione diretta dell’utente, o del suo dispositivo, e sono esclusivamente quelli necessari ad avvisarlo di essere stato esposto a un rischio di contagio, nonché ad agevolare l’eventuale adozione di misure di prevenzione e assistenza sanitaria. In nessun caso saranno tracciati gli spostamenti degli utenti, escludendo quindi ogni forma di geolocalizzazione.
Nell’ambito del sistema di allerta COVID-19, saranno trattati i seguenti dati con riferimento alle diverse categorie di soggetti interessati.
Per tutti gli utenti dell’App verranno trattati i dati di seguito indicati per le finalità appresso specificate:
Elenco A

Dato: provincia di domicilio.
Definizione: la provincia indicata dall’utente durante la prima configurazione dell’App.
Finalità: la provincia di domicilio permette al Ministero della Salute di monitorare lo sviluppo dell’epidemia.
Conservazione: fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2020.
Dato: indicatori di corretto funzionamento.
Definizione: indicatori che rivelano se l’App sta funzionando correttamente (ad esempio, il fatto che il Bluetooth sia attivo).
Finalità: gli indicatori permettono di individuare e correggere eventuali difetti nel funzionamento dell’App che impedirebbero di avvertire gli utenti in caso di rischio di contagio.
Conservazione: fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2020.
Dato: token temporanei.
Definizione: un codice temporaneo generato in modo casuale dai dispositivi degli utenti.
Finalità: iI token temporanei permettono all’App di validare gli indicatori di corretto funzionamento e gli altri dati statistici inviati dall’App.
Conservazione: fino a 2 mesi.
Dato: indirizzo IP.
Definizione: l’indirizzo IP pubblico con cui il fornitore di connettività presenta il dispositivo per connettersi a Internet.
Finalità: l’indirizzo IP è necessario per far comunicare i dispositivi con il server dell’App.
Conservazione: non viene conservato nell’ambito del sistema di allerta COVID-19.
In aggiunta ai dati elencati sopra e raccolti per tutti gli utenti dell’App, per i soli utenti esposti al rischio di contagio verranno trattati i dati di seguito indicati per le finalità appresso specificate:
Elenco B

Dato: ricezione notifica di esposizione.
Definizione: il fatto che l’utente è stato avvertito di un contatto a rischio avuto in precedenza.
Finalità: questo dato permette di stimare quanti utenti vengono avvertiti dall’App di un potenziale rischio di contagio, senza poter risalire alla loro identità, e permette al Servizio Sanitario Nazionale di predisporre le iniziative e le risorse necessarie per prendersi cura degli utenti che hanno ricevuto la notifica.
Conservazione: fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2020.
Dato: data dell’ultimo contatto a rischio.
Definizione: il giorno in cui è avvenuto l’ultimo contatto a rischio.
Finalità: questo dato permette di stimare quando potrebbero manifestarsi eventuali sintomi e quindi permette al Servizio Sanitario Nazionale di predisporre le iniziative e le risorse necessarie per prendersi cura degli utenti che sono stati avvertiti del rischio di contagio.
Conservazione: fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2020.
In aggiunta ai dati raccolti per tutti gli utenti dell’App ed elencati in Elenco A, per i soli utenti risultati positivi al SARS-CoV-2 verranno trattati i dati di seguito indicati per le finalità appresso specificate:
Elenco C
Dato: chiavi di esposizione (Temporary Exposure Key – TEK).
Definizione: le chiavi temporanee di esposizione con cui il dispositivo dell’utente ha generato i codici casuali (Rolling Proximity Identifier – RPI) inviati, fino a un massimo di 14 giorni precedenti, ai dispositivi con cui l’utente è entrato in contatto.
Finalità: consente di avvertire del rischio di contagio gli utenti che sono entrati in contatto nei giorni precedenti con l’utente risultato positivo senza che l’App possa risalire alla loro identità, né al luogo dove il contatto è avvenuto.
Conservazione: 14 giorni.
Dato: indicatori di rischio di precedenti contatti.
Definizione: gli indicatori che permettono di stimare il livello di rischio del contatto avuto con un altro utente risultato positivo al virus (ad esempio, la durata del contatto).
Finalità: questi indicatori permettono al Ministero della Salute di rendere più accurato il modello con cui l’App decide se un contatto è sufficientemente a rischio da far scattare una notifica.
Conservazione: fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2020.
Dato: codice OTP.
Definizione: una combinazione di sblocco di 10 caratteri generata dall’App.
Finalità: la combinazione va dettata dall’utente risultato positivo all’operatore sanitario che la utilizzerà per permettere all’utente di caricare volontariamente le chiavi di esposizione e gli indicatori di rischio.
Conservazione: fino a 2 minuti e 30 secondi.
Dato: data di comparsa dei sintomi o di prelievo del tampone.
Definizione: il giorno in cui l’utente ha sviluppato sintomi compatibili con il COVID-19 o, in caso di utente asintomatico, la data del prelievo del tampone.
Finalità: la data va comunicata all’operatore sanitario insieme al codice OTP. L’ App avvertirà soltanto gli utenti che siano entrati in contatto con l’utente positivo a ridosso della comparsa dei sintomi o del prelievo del tampone per ridurre al minimo i falsi allarmi.
Conservazione: fino alla cessazione dello stato di emergenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2020.

5. Trasmissione/flusso dei dati

Per le finalità descritte al punto 2, i dati di cui al punto 4 sono trattati come segue.
Ogni 10 minuti Immuni genera un codice casuale (Rolling Proximity Identifier – RPI) a partire dalla chiave di esposizione giornaliera (Temporary Exposure Key – TEK) e lo invia ai dispositivi vicini, raggiungibili via Bluetooth Low Energy, producendo uno scambio di codici casuali tra i dispositivi (vedasi l’Elenco A al punto 4).
In caso di positività al SARS-CoV-2, il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL competente contatta il soggetto risultato positivo per raccogliere le necessarie informazioni e verifica se lo stesso abbia installato Immuni sul suo dispositivo. In caso affermativo, l’operatore sanitario gli chiederà di aprirla e di utilizzare la funzione di generazione del codice OTP. L’utente comunica i 10 caratteri del codice

OTP all’operatore sanitario, il quale accede al sistema del Ministero della Salute con le credenziali in suo possesso e inserisce il codice OTP e la data di inizio dei sintomi o, nel caso l’utente sia asintomatico, la data di prelievo del tampone.
Solo nel caso in cui l’utente confermi sull’App l’intenzione di inviare le chiavi di esposizione, queste vengono inviate al server dell’App che, dopo aver verificato la correttezza del codice OTP, le mette a disposizione di tutti i dispositivi che hanno Immuni installata (vedasi l’Elenco C al punto 4).
Durante il suo normale funzionamento, l’App procede a scaricare periodicamente dal server le chiavi di esposizione condivise volontariamente dagli utenti positivi, per confrontarle con i codici casuali registrati nei giorni precedenti come conseguenza dei contatti con altri utenti.
Se viene individuata una corrispondenza, l’App esegue sul dispositivo un algoritmo che, in base alla durata e alla distanza stimata del contatto, e sulla base dei criteri stabiliti dal Ministero della Salute, decide se visualizzare una notifica sul dispositivo dell’utente esposto al rischio di contagio, avvertendolo dell’avvenuto contatto, comunicando la data dello stesso e invitandolo a contattare il proprio medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta. L’avviso contiene anche la raccomandazione per i minori di 18 anni e maggiori di 14 che lo stesso venga mostrato ai genitori.
Oltre ad avvisare l’utente esposto al rischio di contagio, l’App informa la piattaforma dell’avvenuto contatto, della data dello stesso e della provincia indicata dall’utente con modalità che non consentono l’identificazione diretta dell’utente stesso. Tali dati vengono trasmessi per finalità di sanità pubblica, statistica e di ricerca scientifica (vedasi l’Elenco B al punto 4).
Con cadenza mensile, vengono inviati al server dati statistici relativi al funzionamento dell’App, l’informazione se l’utente abbia ricevuto o meno una notifica di esposizione e la provincia di domicilio (vedasi ancora l’Elenco A al punto 4). Questi dati non permettono alcuna identificazione diretta degli utenti e sono necessari per garantire l’ottimale funzionamento di Immuni.

6. Conservazione dei dati

I dati sono conservati per il periodo indicato al punto 4 e comunque non oltre il 31 dicembre 2020. Entro la medesima data tutti i dati personali trattati saranno cancellati o conservati in forma anonima e aggregata.

7. Soggetti abilitati ai trattamenti

Ai dati potranno accedere esclusivamente soggetti autorizzati debitamente istruiti, anche con riguardo al rispetto delle misure di sicurezza e agli obblighi di riservatezza.
Il Titolare potrà inoltre avvalersi di soggetti abilitati ai suddetti trattamenti che tratteranno i dati in qualità di Responsabili del trattamento ai sensi dell’art. 28 del Regolamento (UE) 2016/679.

8. Diritti dell’interessato

In ogni momento, l’interessato può esercitare il diritto di opposizione di cui all’articolo 21 del Regolamento (UE) 2016/679 e far cessare il trattamento semplicemente disinstallando l’App. Le chiavi di esposizione saranno via via cancellate, al termine del quattordicesimo giorno di vita, anche sull’infrastruttura centrale. L’utente che intenda opporsi solo temporaneamente al trattamento dei dati potrà servirsi della funzionalità di disattivazione temporanea del servizio. L’utente ha inoltre la possibilità in ogni momento di cancellare tutte le chiavi di esposizione e i codici casuali memorizzati sul proprio dispositivo utilizzando la funzione messa a disposizione dai produttori dei sistemi operativi iOS e Android, senza necessità di disinstallare l’App.
In considerazione dell’impossibilità di identificare l’interessato, non saranno applicabili gli articoli dal 15 al 20 del Regolamento (UE) 2016/679, relativi all’esercizio dei diritti degli interessati, in conformità a quanto previsto dall’articolo 11, co. 2, del medesimo Regolamento.
L’interessato ha inoltre il diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, in qualità di autorità di controllo, ai sensi dell’art. 77 del Regolamento (UE) 2016/679. In alternativa, può proporre reclamo presso l’Autorità Garante dello Stato dell’Unione Europea in cui risiede o abitualmente lavora oppure nel luogo dove si è verificata la presunta violazione.
L’interessato può esercitare i propri diritti con richiesta scritta inviata all’indirizzo postale della sede “Ministero della Salute – direzione generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica – viale Giorgio Ribotta, n. 5 – 00144, Roma”, all’indirizzo e-mail direzionesistemainformativo@sanita.it o tramite PEC a DGSI@postacert.sanita.it. Il Responsabile della protezione dei dati (RPD) può essere contattato all’indirizzo e-mail rpd@sanita.it.

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