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VOGHERA 30/06/2020: Operazione anti-mafia. 11 arresti in tutta la Penisola. Uno anche a Voghera

Giugno 30
13:13 2020

VOGHERADalle prime ore della mattina di oggi, in Sicilia, Lombardia e Veneto, i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo stanno eseguendo un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nei confronti di 11 persone ritenute a vario titolo responsabili di associazione mafiosa (art. 416 bis C.P.), estorsione (art. 629 C.P.), trasferimento fraudolento di beni (512 bis C.P.), corruzione (artt. 319 e 321 C.P.), atti persecutori (art. 612 C.P. bis), furto aggravato (art. 624 C.P.) e danneggiamento (art. 635 C.P.).

In Lombardia solo la provincia di Pavia, per la precisione la cittadina di Voghera, è stata interessata dalle operazioni alle quali hanno collaborato attivamente i Carabinieri della locale Compagnia.

I militari hanno eseguito il provvedimento di fermo nei confronti di D.F detto “Mico”, palermitano 64enne che fino a poco tempo fa era incarcerato in via Prati nuovi (a seguito ad una pesante condanna) e che una volta scarcerato aveva deciso di stabilirsi in Lombardia, nella città iriense (non toccata dalle attività illegali attribuite all’arrestato).

Le indagini – spiegano gli inquirenti -, seguite da un pool di magistrati coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, documentano gli assetti e le dinamiche criminali del mandamento mafioso di San Mauro Castelverde, che, all’indomani dell’operazione “Black Cat” (aprile 2015), ha serrato le fila ed ha continuato ad operare sul territorio, imponendo il proprio potere con inalterata capacità intimidatoria.”

In tale quadro si sarebbero inserite “le numerosissime estorsioni ai danni dei commercianti locali documentate dai militari dell’Arma, così come l’organizzazione di una efficientissima rete di comunicazione necessaria agli storici capi mafia detenuti per mantenere il comando degli associati liberi e continuare a strangolare imprese e società civile.”

Le attività – spiegano ancora gli inquirenti – hanno consentito di evidenziare il ruolo ricoperto da G.F., figlio di D.F., l’autorevole boss di cosa nostra all’epoca detenuto a Voghera in regime di alta sicurezza. Tale sistema di controllo della consorteria mafiosa, basato sui rapporti di consanguineità, ha così permesso al capo mafia detenuto di mantenere il controllo del mandamento. Nonostante la giovane età, il rampollo ha avuto il compito di coordinare gli altri membri del sodalizio che operavano sul territorio, cooperando con uno storico mafioso di Tusa (ME), G.S., che, ben radicato nell’organizzazione di cosa nostra, ha gestito i contatti con gli uomini d’onore degli altri mandamenti, fra i quali F.S.B., già capo del mandamento mafioso di B.M., ora collaboratore di Giustizia.”

Dalle investigazioni sarebbe emersa l’attività estorsiva, strumento attraverso la quale l’organizzazione esercita il controllo sul territorio.

Attraverso le indagini, che si sono avvalse della collaborazione degli imprenditori vessati, sono state infatti ricostruite 11 presunte vicende estorsive (5 consumate e 6 tentate). Alle vittime sarebbe stato imposto di pagare il pizzo o di acquistare forniture di carne da una macelleria di Finale di Pollina gestita da G.S, braccio destro di G.F..

I tentacoli del mandamento si sarebbero allungati anche sull’organizzazione dell’Oktoberfest del 2018 a Finale di Pollina, quando – spiegano sempre gli investigatori -, per impedire la partecipazione alla sagra di un commerciante che non si era piegato alle imposizioni del clan, gli indagati non avrebbero esitato a devastargli lo stand.

Con la libertà, nell’aprile 2019, D.F. avrebbe deciso di concentrare nelle sue mani il vertice del sodalizio e avrebbe ordinato agli associati liberi di intensificare la presenza sul territorio, avviando una nuova spirale di estorsioni ai danni dei commercianti. Preziose, in questo senso, sono state le testimonianze delle vittime che, ribellandosi al sistema criminale, hanno trovato il coraggio di denunciare di iniziativa e di collaborare con i Carabinieri.

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