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VOGHERA 02/06/2020: Siringhe. Bottiglie rotte. Escrementi. Sangue. Vicolo Toma… la via dimenticata in pieno centro città

Giugno 02
16:20 2020

VOGHERA – A terra un tappeto di cocci di bottiglia alternati a cicche di sigaretta, bianche e gialle. Lì accanto, ai piedi del muro, una bomboletta di deodorante. A poche decine di centimetri una piccola siringa con l’ago storto e “libero” dal cappuccio protettivo. Ancora più avanti (ma in mezzo alla stradina) una bottiglietta, anch’essa rotta, di soluzione fisiologica.

Nel ‘quadretto’, anche un tocco di moderna attualità: sopra al chiusino borchiato dell’acquedotto giace una mascherina chirurgica anti Covid19, imbrattata del sangue del ‘buco’ fatto durante la notte.

Unica nota di normalità buona, le quattro ciotole piene d’acqua e cibo che qualche un’anima gentile ha voluto posizionare a terra (e su una finestra) per i mici della zona.

Siamo in vicolo Toma… questa mattina. Una strada stretta e corta, e dal fondo cieco, che si trova nel centro storico della città di Voghera. A pochi passi – nell’altro mondo -: via Bidone, con il suo bar, il suo il libraio, l’asilo privato, il fotografo, il negozio di telefonia e più avanti (solo una trentina di metri) il Gulliver che fa angolo con la trafficata via Cavour.

In “questo mondo” invece, un budello che più centrale non si può ma di fatto invisibile, solo degrado e abbandono: un anfratto della città che di notte e non solo di notte si trasforma nel luogo ideale per chi vuole (deve) drogarsi lontano da occhi indiscreti.

Una zona oltre il limite, in cui i residenti, ogni tanto, senza clamore, tentano di farsi sentire.

“Abbiamo provato a chiedere che venisse chiusa – racconta uno di loro -, ma ci hanno sempre detto che non è possibile perchè è una via pubblica.”

Una situazione dolorosa per chi la vive sulla propria pelle, che, a volte (come oggi) diventa davvero impossibile da accettare.

 

Procedendo verso il fondo del budello dedicato a Lorenzo Toma – pittore sordomuto originario di Parona (nacque nel 1798 e morì nel 1867) – si osservano infatti anche le tante scritte che imbrattano i muri delle abitazioni. Inoltre si scopre che la viuzza offre, grazie ad una fioriera, momenti di maggiore privacy per chi vuole espletare qualche bisogno fisiologico. Tornando verso l’uscita si nota infine, posata sul davanzale di una delle finestre, un’altra siringa usata, anch’essa rigorosamente lasciata priva del tappo di sicurezza.

Agli abitanti della zona dunque non resta che sperare nella buona stella e in un futuro migliore. Anche se con qualche motivo d’apprensione.

Voci di strada raccontano che qui potrebbe essere spostata la mensa per i diseredati ora ubicata alla chiesa del Crocifisso.

Una novità che potrebbe anche portare a qualcosa di buono: come una maggiore attenzione all’intera zona e pure a via Toma. Ma quanto accaduto, con il suo carico di degrado, fuori dalla struttura di piazza San Bovo, non lascia grandi motivi di speranza ai residenti di questo sfortunato angolo di Voghera.

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