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PAVIA VOGHERA 22/06/2020: Coronavirus. I dati regionali del 21 Giugno. 3 i decessi. Zero casi riscontrati nei test fatti nel Pavese. La querelle sulla virulenza del SarsCOV2

Giugno 22
18:43 2020

PAVIA VOGHERA – La Regione Lombardia ha emanato i dati del contagio da coronavirus aggiornati a domenica 21 giugno.

– i tamponi effettuati: 7.776 totale complessivo: 964.735

– attualmente positivi: 13.638 (-205)

– totale complessivo dei positivi riscontrati in Lombardia dall’inizio della pandemia a oggi: 93.111

– i nuovi casi positivi: 143 (83 debolmente positivi) di cui 64 a seguito di test sierologici

– la percentuale tra tamponi effettuati e casi positivi riscontrati è pari all’1,8%

– i guariti/dimessi: 345 totale complessivo: 62.900

– in terapia intensiva: 51 (-2)

– i ricoverati non in terapia intensiva: 1.047 (-213)

– i decessi: 3 totale complessivo: 16.573

I dati sono stati commentati dall’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. “Anche oggi possiamo commentare notizie sostanzialmente positive. In particolare continuano a diminuire i numeri dei ricoverati e dei dimessi, così come va rilevato che tra i 143 nuovi casi positivi, 64 sono riferibili a test sierologici e che, complessivamente 83 sono ‘debolmente positivi’. Da specificare anche che 2 casi riguardano operatori socio-sanitari e 5 gli ospiti delle RSA. I decessi, infine, sono soltanto tre”.

La regione ha emanato anche i dati dei casi per provincia con la differenza rispetto al giorno precedente.

Milano: 24.184 (+23) a Milano città: 10.289 (+15)

Bergamo: 14.171 (+51)

Brescia: 15.499 (+20)

Como: 4.066 (+13)

Cremona: 6.585 (+8)

Lecco: 2.817 (=)

Lodi: 3.558 (+1)

Mantova: 3.445 (+1)

Monza e Brianza: 5.736 (+5)

Pavia: 5.542 (=)

Sondrio: 1.568 (+1)

Varese: 3.875 (+18)

PAVIA

Per ciò che riguarda il nostro territorio, come si vede sopra, sono zero i casi riscontrati facendo tamponi e test sierologici.

I DUBBI SULLA VIRULENZA

Il che però non significa che i casi reali fra la popolazione siano anch’essi zero.

Anzi, sulla base di ciò che sta avvenendo in regione (con casi, pochi, continuamente riscontrati), è probabile che il SarsCOV2 sia presente nella popolazione, anche se, come si discute da più parti, con una virulenza che si presume ridotta: sebbene questa positività debole dei contagiati non sian ancora stata, né dimostrata oltre ogni dubbio, né spiegata nei suoi meccanismi (virulenza bassa perchè il virus è divenuto meno cattivo in sè e per sè? O perchè, grazie al lockdown, non è più alimentato dai frequenti contagi reciproci fra tante persone che non usano precauzioni, come accadeva all’inizio?).

Per questo motivo da più parti, nel timore di una seconda ondata di Coronavirus in Autunno (che alcuni epidemiologi danno addirittura per certa!) si invita alla cautela e a continuare utilizzare le ‘precauzioni standard’: mascherina, distanza fisica di almeno un metro e la frequente disinfezione delle mani.

VIRULENZA: LA RICHIESTA DELLA REGIONE ALL’ISS

In merito alla virulenza del SarsCOV2, si registra ancora la posizione della Regione, che, per bocca di Gallera, ha “chiesto ufficialmente all’Istituto Superiore di Sanità di introdurre una netta distinzione dei casi ‘debolmente positivi’ rispetto agli altri, in base alle nuove rilevazioni effettuate dalla comunità scientifica”.

Gallera interviene commentando lo studio elaborato dal prof. Fausto Baldanti, responsabile della Virologia molecolare dell’IRCCS San Matteo di Pavia in relazione alla carica infettiva dei casi ‘debolmente positivi’ al tampone.

Il documento scientifico è stato allegato alla lettera inviata oggi al prof. Silvio Brusaferro, presidente dell’ISS.

“In Regione Lombardia – spiega Gallera – i casi ad oggi rilevati rappresentano sempre di più un esito ‘debolmente positivo’: lo studio del prof Baldanti evidenzia che su 274 tamponi ‘RNA Covid’ con queste caratteristiche, solo 8 (il 2,9%) sono risultati in grado di crescere in coltura ed essere, di conseguenza, potenzialmente infettivi”.

“Abbiamo avviato una vasta operazione di screening sierologica – aggiunge Gallera – alla quale seguiranno tamponi in caso di positività al prelievo ematico. I test vengono eseguiti ai cittadini delle aree più colpite dall’emergenza Covid, ai nuovi ospiti delle RSA e dei Centri per disabili, alle forze dell’ordine, ai pazienti in fase di ricovero. Da questi esami emergeranno certamente nuove positività che dovranno essere però considerate nella giusta misura, al fine di non creare allarmismi e dare la dimensione vera e reale della diffusione del contagio nella nostra Regione che sta superando il momento emergenziale”.

“La nostra soglia di attenzione rimane sempre alta – conclude Gallera – e stiamo comunque affinando in modo costante le misure di sorveglianza per renderle sempre più performanti e monitorare eventuali nuove situazioni di rischio che potrebbero insorgere sia in questa fase che nel prossimo autunno”.

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