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VOGHERA 24/04/2020: “25 Aprile”. Il Comunicato unitario delle Associazioni partigiane e deportati

Aprile 24
19:29 2020

VOGHERA – Anche quest’anno le Associazioni partigiane e dei deportati della Provincia di Pavia, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi); l’Associazione Partigiani Cristiani e Raggruppamento Autonomo Padano federati alla F.I.V.L. (Federazione Italiana Volontari Libertà); e l’Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, organizzano le celebrazioni del prossimo “25 Aprile”, che rappresenterà il 75° anniversario della “Liberazione” dal fascismo e dall’occupazione nazista.

Spiegano la associazioni. “Per arrivare a quella giornata furono necessari, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quasi due anni di sofferenze, eccidi, distruzioni.

In quei 6oo giorni si sviluppò in Italia un vasto movimento di Resistenza che fu rappresentativo di una pluralità di orientamenti culturali e politici e che trovò espressione nella lotta armata delle formazioni partigiane nelle zone montane e collinari, dei Gruppi e Squadre di azione patriottica (GAP e SAP così denominate) nelle città e nei luoghi di lavoro, dei Gruppi di Difesa della Donna (a testimoniare una larga e troppo spesso sottovalutata partecipazione femminile alla lotta di Liberazione), dei soldati italiani che combatterono all’estero con i movimenti di liberazione nazionali. Ma vide anche migliaia di uomini e donne che senza imbracciare un fucile si schierarono con piccoli e grandi gesti (di assistenza, aiuto, propaganda, sabotaggio, non adesione al rinato fascismo) nelle molteplici forme della opposizione civile o nonviolenta, che si espresse anche nella non collaborazione e rifiuto dell’adesione alla RSI di centinaia di migliaia di militari italiani rinchiusi nei Lager nazisti.”

Proseguono gli organizzatori. “Un grande mosaico di generosità, impegno, coraggio, speranza in un futuro diverso che le nostre Associazioni avrebbero voluto ricordare con le manifestazioni nelle piazze e nelle strade della nostra Provincia (che svolse un ruolo di rilievo nella Resistenza lombarda e nazionale), senza agiografie o retorica, ma con la piena consapevolezza, come ricordava Franco Antonicelli che: ‘Nella nostra vita morale, culturale, sociale, politica c’è la Resistenza. Di lì si parte. E’ la storia nuova d’Italia. La si può negare, pensare di diminuire o di capovolgere, ma c’è’. Ci troviamo, invece, di fronte ad una situazione drammatica e assolutamente inedita in questo inizio secolo: una epidemia di livello mondiale che ha travolto certezze, stili di vita, abitudini consolidate costringendoci a comportamenti di isolamento sociale per tutelare la salute e la vita di ciascuno di noi, a partire dai soggetti più deboli ed esposti.”

Ancora le associazioni. “Una condizione che pare richiamare tragedie lontane nel tempo (la citatissima epidemia “spagnola” della fine della prima guerra mondiale nel 1918/19) ma che origina da un rapporto malato e distorto tra uomo e ambiente, tra produzione e distruzione di ecosistemi, dove prevale la ricerca del profitto ad ogni costo e lo sfruttamento indiscriminato di risorse, animali, natura. Per questo nell’esprimere piena vicinanza e solidarietà a quanti si stanno impegnando per contrastare il virus (personale medico e infermieristico prima di tutti, volontari, associazioni, istituzioni, semplici cittadine e cittadini), pensiamo che il fondamentale collegamento oggi possibile

tra la nascita di un paese diverso avvenuta 75 anni fa e la realtà odierna sia la Costituzione repubblicana. Il risultato più alto e duraturo che ci consegna la Liberazione.”

“Perché nella nostra Costituzione – proseguono le associazioni – sono contenuti i principi fondamentali – di libertà, uguaglianza, pace, dignità, giustizia sociale, pluralismo, solidarietà, in grado di indicare la strada anche nei momenti più difficili e complessi. Una Costituzione troppo spesso soggetta ad attacchi e inadempienze, ma che necessita ancora di una piena e consapevole applicazione. Il richiamo all’art. 32 “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”, diventa un chiaro monito, specie nella situazione attuale, a realizzare davvero la tutela di ogni individuo, senza fare prevalere logiche di profitto e di mercato. Mai come in questi giorni, nelle tante situazioni di emergenza, è apparso evidente il valore, la necessità ed il ruolo decisivo del servizio sanitario pubblico e universalistico.”

Poi la conclusione.

“Le nostre associazioni invitano quindi tutte le cittadine e i cittadini a ricordare – nelle forme che saranno rese possibili dalle normative – utilizzando tutti gli strumenti offerti dalle tecnologie oppure anche con piccoli segni (cartelli, bandiere, lenzuola alle finestre o ai balconi), quella grande stagione di passione e impegno civile, rendendo omaggio alle donne e agli uomini che si batterono anche a costo della vita per la libertà di tutti noi. Per conquistare e consegnarci un paese nuovo e migliore.”

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