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VOGHERA 23/03/2020: Coronavirus. La protesta dei medici di base. “I tamponi a domicilio non vengono effettuati”

Marzo 23
20:24 2020

VOGHERA – “Le Regione Lombardia è inadempiente nel gestire l’emergenza coronavirus per quanto riguarda l’assistenza medica sul territorio”.

E’ l’opinione di Michele Grandi, che la spiega con una metafora e riportando la sua esperienza di medico di famiglia e di guardia medica.

“In questa guerra contro il virus, noi medici sul territorio – afferma il Dott. Grandi – siamo come i soldati mandati in trincea a difendere i confini: il nostro compito è di sbarrare la strada al nemico per impedirgli di sfondare il fronte e impegnare eccessivamente le retrovie. Ritengo che l’iter diagnostico del paziente con sintomi sospetti per infezione da coronavirus debba e possa iniziare al domicilio. In altre regioni questo avviene: per esempio in Piemonte effettuano i tamponi a domicilio, in altre regioni avviene uno screening mediante prelievi effettuati a domicilio o esami per immagini mediante l’utilizzo della telemedicina. In questo modo si evita di intasare i Pronto Soccorso in quanto viene fatta una prima valutazione per distinguere i pazienti che possono essere curati a casa da quelli che devono essere inviati in ospedale prima che subentri una situazione di insufficienza respiratoria.

In Lombardia non è così: siamo lasciati allo sbaraglio in quanto non ci sono stati forniti neanche i presidi di protezione idonei per tipologia e numero a proteggerci dal contagio. Inoltre i tamponi a domicilio non vengono effettuati; per di più, se l’utente chiama i servizi di emergenza (112 e 118), spesso viene invitato a contattare il medico curante o la guardia medica anche in caso di sintomi importanti, soprattutto se il paziente è anziano”.

“Manca un coordinamento tra le forze in campo (medici di base, guardia medica, 118) – prosegue Grandi – e di questo è responsabile la Regione Lombardia. Non è il momento di fare polemica, ma concludo con una considerazione che è un invito rivolto a noi cittadini a svegliare le coscienze: se lo Stato ha il diritto/dovere di perseguire (giustamente) chi trasgredisce le norme emanate dal Governo a tutela della nostra salute, i cittadini devono denunciare le istituzioni che, contravvenendo ai propri compiti, possono essere ritenute responsabili della diffusione del contagio.”

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