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GIUSSAGO 14/02/2020: Confermata la più alta mortalità (ma in diminuzione) per tumori al fegato a Giussago e limitrofi. Il responsabile è l’alcol

Febbraio 14
18:51 2020

GIUSSAGO – In merito alle notizie sull’amento statisticamente rilevante dei tumori al fegato nel comune di Giussago, l’Ats, l’Agenzia per la Tutela della Salute della provincia di Pavia (ex Asl), nel luglio 2019 aveva dato il via ad una ricerca per indagare il fenomeno.

Ora i risultati di quella ricerca sono arrivati, e in parte confermano quell’allarme. La ricerca ha anche permesso di risalire alle cause: l’eccesso di alcol.

La ricerca è stata presentata ieri, 13 febbraio 2020, a Giussago, presso la sede dell’Urban Center di via Papa Giovanni XXIII, dove l’ATS di Pavia ha incontrato l’amministrazione comunale di Giussago (nelle persone del Sindaco Daniela Di Cosmo e di alcuni consiglieri comunali) ed anche una folta rappresentanza della popolazione residente.

L’ATS era rappresentata dal Direttore Generale, dott. ssa Mara Azzi, dal direttore del Dipartimento di Igiene Prevenzione Sanitaria dell’ATS, dott. Ennio Cadum, dal dott. Leonardo Cattaneo, statistico presso la UOC Salute Ambiente dell’ATS, dal dott. Santino Silva, direttore sanitario dell’ATS e dalla dott.ssa Simona Riboli, medico in staff alla Promozione della salute dell’ATS stessa.

Dall’incontro è emerso un comunicato congiunto ATS-Comune relativo ai “risultati dell’indagine epidemiologica ambientale di mortalità condotta sull’area di Giussago e comuni limitrofi entro il raggio di 12 Km.”

Scrive l’Ats. “L’analisi di mortalità ha riguardato il periodo 2001-2015, suddiviso in 3 periodi quinquennali (2001-2005, 2006-2010, 2011-2015) e, date le ridotte dimensioni della popolazione residente, è stata condotta su tutte le fasce di età e su una lista di 16 cause di morte tumorali, selezionate tra le sedi più frequenti e potenzialmente legate ad esposizioni ambientali.

L’ECCESSO DI MORTI PER TUMORE C’E’ (fra gli uomini)

Nei Comuni dell’area si registra un eccesso complessivo di mortalità tumorale (cioè per tutte le cause) nella popolazione maschile, del 10%, mentre l’eccesso nel sesso femminile non raggiunge la significatività statistica.

TROVATA UNA MORTALITA’ SUPERIORE PER TUMORE AL FEGATO

Tra le cause specifiche, nell’area si è riscontrato un eccesso significativo di mortalità per tumore del fegato e dotti biliari, in entrambi i sessi e in totale (+48%), che meritava un approfondimento. Le altre cause tumorali investigate non mostravano eccessi significativi degni di nota.

MORTALITÀ IN ITALIA

In Italia il tumore del fegato è un tumore abbastanza raro, che si osserva per lo più nel sesso maschile (in un rapporto di 2:1 con il sesso femminile) e dopo i 50 anni: si stima che ogni anno siano diagnosticati circa 8.900 tumori primari del fegato negli uomini e 4.000 nelle donne (Registro tumori italiano 2017), con un rapporto di circa 2 a 1 tra uomini e donne.

Negli uomini l’incidenza cresce rapidamente con l’età: si passa da 3 per 100.000 casi sotto i 45 anni, a 32 per 100.000 nelle persone con età compresa tra 60 e 64 anni, fino a 62 per 100.000 oltre i 75 anni.

I FATTORI DI RISCHIO

La patologia vede tra i principali fattori di rischio le infezioni da virus epatici di tipo B e C, l’evoluzione (nel 5% dei casi) da uno stato di cirrosi (anch’essa per lo più legata a epatiti croniche e al consumo di alcool), l’abitudine al fumo, alcune malattie a genesi autoimmune come la colangite sclerosante primitiva o congenita, il deficit di l’Alfa-1-antritripsina e il deficit di tirosina.

L’obesità, insieme al diabete, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, possono causare steatoepatite, fibrosi, e infine cirrosi epatica e quindi incrementare il rischio di questo tipo di tumore.

MA IN ZONA SI MUORE DI MENO MESOLTELIOMA E MELANOMI

È presente peraltro un difetto statisticamente significativo per i Mesoteliomi pleurici e peritoneali (-46% rispetto alla media provinciale). Per quanto non venga raggiunta la significatività statistica, anche i melanomi cutanei mostrano, in tutti i comuni analizzati, rischi inferiori alla media provinciale di riferimento.

L’ANALISI

È stata condotta pertanto un’analisi anche per sottoperiodi, per valutare l’andamento nel tempo dell’eccesso di tumori del fegato nell’area considerata. Il rischio di mortalità per epatocarcinomi è risultato in costante diminuzione nei 3 periodi e nell’ultimo quinquennio considerato è statisticamente inferiore alla media provinciale.

I FATTORI DI RISCHIO IN ZONA. CIRROSI ALCOLICA

Sono stati indagati i possibili fattori di rischio soggiacenti all’eccesso riscontrato, utilizzando le tecniche di modellizzazione statistica più avanzate oggi disponibili tra tutti i vari metodi.

È emerso chiaramente nel comune di Giussago un eccesso, tra i fattori di rischio conosciuti del tumore del fegato, della prevalenza di cirrosi alcolica (oltre 2 volte la media provinciale in tutti i periodi) ed epatite virale, presente in diminuzione temporale, con un eccesso del 63% nel primo periodo, del 13% nel secondo quinquennio e inferiore alla media nel terzo quinquennio (-33%).

Alla luce di questo studio sullo stato di salute della popolazione emergono alcune particolarità nella popolazione dell’area selezionata.

I TUMORI AL FEGATO SONO PERO’ IN DIMINUZIONE

L’analisi per periodi temporali documenta quindi una progressiva riduzione del rischio di tumore al fegato nell’area considerata.

L’approfondimento condotto ha permesso di evidenziare la cirrosi alcolica quale principale responsabile ancora oggi delle patologie tumorali epatiche osservate.

SERVE AZIONE DI PREVENZIONE SUGLI STILI DI VITA

È pertanto opportuno un intervento di prevenzione per la riduzione del fattore di rischio, agendo sugli stili di vita comportamentali della popolazione”, conclude l’Ats.

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