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VOGHERA 05/12/2019: Plastic Tax. Oggi blocco della produzione alla Piber. Lavoratori e industriali uniti per dire No al balzello del Governo. “E’ una tassa sbagliata”

Dicembre 05
17:56 2019

VOGHERA – Per una volta, di fronte ad una incombente crisi aziendale, imprenditori e maestranze non sono l’uno contro l’altro armati ma sono uniti, fortemente uniti, per difendere il lavoro, l’impresa e, come in questo particolarissimo caso, la sopravvivenza di un intero settore: un comparto che in tutta Italia conta 3.000 imprese e 50.000 addetti.

È stata una bella prova di unità quella che andata in scena stamattina nello stabilimento della PiberPlast di strada Valle a Voghera contro la Plastic Tax, una mobilitazione svolta in contemporanea con un altro centinaio di aziende della Penisola, per un totale di circa 10.000 addetti.

Sono le 11 della mattina e invece di mettersi ognuno alla propria postazione di lavoro, le operaie e gli operai della Piberplast si riuniscono nel grande capannone della produzione per protestare contro la Plastic Tax voluta dal Governo contro i contenitori alimentari monouso in plastica.

Con loro c’è tutto lo stato maggiore dell’importante stabilimento vogherese. Tutti uniti per dire dire, come recitano i manifesti affissi un po’ ovunque nella fabbrica e a i cancelli, “Fermi Tutti!”, No alla Plastic Tax”.

Dopo la foto di gruppo – in posa c’è anche la figlia di una dipendente – tutti insieme salgono nella sala riunioni, dove l’Azienda tiene una breve conferenza per spiegare alle maestranze le ragioni di una tassa considerata ingiusta e sbagliata.

“La giornata di oggi rappresenta una prima fermata dal lavoro che ci consente anche di dare alcune informazioni a voi che siete il nostro patrimonio più importante… in una situazione che possiamo definire drammatica – esordisce Marco Bergaglio, proprietario nonché responsabile commerciale della Piberplast di Voghera -. Drammatica perchè, come già successo in altri settori nel passato, ci sono momenti in cui alcune norme sbagliate rischiano di mettere in ginocchio un intero settore. Così come accaduto nella nautica, in cui una norma sbagliata ha provocato perdita di posti lavoro, calo di fatturato ed esportazioni e riduzione del Pil, così ora la stessa cosa sta succedendo nel nostro settore.”

“Oggi – prosegue Marco Bergaglio – va in Parlamento la norma che prevede la tassazione di 0,5 € al chilo della plastica. È chiaro che mezzo euro al chilo è un’enormità, perchè tutti sanno quanto noi paghiamo la materia prima: poco più di un euro. E avere una tassa da mezzo euro, su cui poi ci si calcola anche l’Iva, significa cadere in una tassazione di 600€ a tonnellata… insopportabile per il nostro settore. Tassa oltretutto che, a differenza di quel che ci raccontano, sarà scaricata interamente sul consumatore, per un valore di circa 1 miliardo di euro di nuove tasse l’anno.”

Ma le conseguenze non sarebbero solo per il comparto e per i suoi addetti. A rischio per la Piber e le altre imprese dei contenitori di Plastica c’è la stabilità dell’intero Paese.

“Ieri – aggiunge infatti Bergaglio – l’ente ufficiale del Parlamento che fai i conti di quanto incide una norma dal punto di vista dell’occupazione e del Pil, ha certificato che la norma attualmente in discussione, andrà a deprimere il Pil dei prossimi dei prossimi 3 anni dello 0,1%. Una cifra che può sembrare piccola ma che non la è, se si pensa che oggi il Paese cresce dello 0,2%. Introdurre la Plastic Tax significherebbe dimezzare la crescita dell’Italia. Il rischio reale dunque è che questa tassa possa portare l’Italia verso una crescita zero o negativa, con impatti occupazionali molto gravi.”

In questo scenario dalle prospettive cupe, uno dei pochi elementi positivi è l’unità nella lotta. Cosa che viene ribadita più volte in mattinata.

“Sappiate che non siete soli – dice ad un certo punto il titolare della Piberplast agli operai -. Il settore è compatto al vostro fianco nel cercare di far capire al Governo che questa tassa è sbagliata. Per una volta il settore si è dimostrato unito, anche se ci sono stabilimenti e settori che non vengono toccati… ma che un giorno potrebbero esserlo se passa il concetto che la plastica è il male assoluto. Siamo inoltre contenti di vedere che anche l’RSU si è mossa in questa direzione. Speriamo di avere al nostro fianco anche i sindacati.”

Lo stesso messaggio di unità lo lancia poco dopo il presidente di Confindustria Pavia.

“Non siete soli – ha scandito anche Nicola de Cardenas -. In questa situazione di difficoltà del settore voglio portarvi il messaggio che Confindustria si sta muovendo a livello nazionale per sostenere il settore.”

Poi De Cardenas introduce l’altro tema della mattina, la difesa della plastica e la mala informazione circa la sua presunta pericolosità.

“L’unica tassa che dovrebbe essere messa – ha detto il presidente di Confindustria – è quella sul consumo irresponsabile. La plastica infatti non è un problema qualora venga recuperata in maniera corretta. Sono un fermo sostenitore dell’economia circolare – ha aggiunto De Cardenas -. Se la plastica entra all’interno di un ciclo di recupero e di riutilizzo non crea alcun problema. Perciò tassarla, come si vuol fare, è sicuramente sbagliato.”

Proiettando alcune ‘slide’ sullo schermo, la proprietà della PiberPlast punta a smontare alcuni falsi miti con cui di solito si condanna senza appello la plastica.

“La plastica può non piacere – spiega Bergaglio – però a tali caratteristiche fisiche da essere in molti casi insostituibile. In caso di sospetto sostituzione l’impatto ambientale sarebbe superiore.”

Circa il consumo di petrolio. “Meno del 4% di petrolio e gas estratti oggi sono destinati alla produzione di plastica.” Sull’Europa che ci chiede di eliminare gli imballaggi monouso in plastica. “La direttiva europea sulle plastiche monouso mette al bando solo limitate categorie di prodotti monouso. E la stessa direttiva equipara totalmente le attuali Bío plastiche alle pratiche tradizionali.”

Quanto ai mari inquinati? “La stessa commissione europea – spiega Bergaglio – riconosce la correttezza dell’evidenza statistica secondo cui il 90% dei rifiuti plastici non direttamente prodotti in acqua o sulla spiaggia (che sono una minoranza) è portato negli oceani dai fiumi e che il 90% di questo 90% è attribuibile a 10 grandi fiumi, nessuno dei quali sta in Europa”.

Ancora Marco Bergaglio sulla Plasticfree. “Senza l’utilizzo degli imballaggi in plastica i veicoli per il trasporto di merci dovrebbero fare il 50% dei viaggi in più. Cento grammi di uno stesso prodotto possono essere imballati in contenitori che vanno dai 3g di peso se sono in plastica, a 24g se sono in cartone, a 25 se sono in metallo a ben 100g se sono in vetro. Senza gli imballaggi in plastica – chiude Marco Bergaglio – il peso degli imballaggi realizzati con materiali alternativi aumenterebbe di quasi 4 volte e l’energia per la loro produzione aumenterebbe di oltre 2 volte.”

Conclusa l’informativa, la parola passa alle maestranze. Per tutti ha prende la parola l’operaia con più anzianità di servizio.

Donatella Montagna è determinatissima.

“La Piberplast è un marchio prestigioso con più di sessant’anni di attività alle spalle – dice la lavoratrice -. E’ un’azienda che dà lavoro e che ha fatto crescere tante persone come me, garantendogli uno stipendio regolare e riservandoci sempre tante attenzioni. Ringraziamo la famiglia Bergaglio per esserci vicini. E a chi sta fuori da qui cancelli diciamo che qui non stiamo facendo esibizionismo ma stiamo cercando di tutelare il nostro lavoro.”

Alla fine arriva anche il sindaco Carlo Barbieri, che porta il suo totale appoggio della Amministrazione “su una battaglia che ci trova completamente d’accordo, perchè non si risolve in questo, modo penalizzando la produzione, una questione come quella della plastica.”

Sindaco, al quale la Piberplast chiede di portare in consiglio comunale la proposta di No alla Plastic Tax già votata dalla regione Veneto e di farsi portavoce del No anche nelle istituzioni superiori, soprattutto in Regione Lombardia, “così da duplicare nelle Regioni più importanti d’Italia questa nostra importante battaglia.”

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