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VOGHERA 05/03/2018: Scuola. I canti dei sodati per ricordare la Grande Guerra. Istituto Pascoli e Coro Timallo insieme per la Storia

Marzo 05
12:09 2018

VOGHERASi sta svolgendo in queste settimane il progetto “La Grande Guerra attraverso i canti dei soldati” che vede coinvolti tutti gli studenti di Terza dell’IC Via Marsala (sedi Pascoli e Don Orione).

A guidare i ragazzi nella scoperta di un’importante pagina della nostra storia civile e culturale alcuni membri del Coro Timallo di Voghera: Carlo Bernini, Rinaldo Bertolini, Marco Montagna, Stefano Zelaschi e il presidente Ercole Aneomanti.

«Abbiamo scelto di dedicare un progetto alla ricorrenza dei cento anni dalla conclusione del primo conflitto mondiale», dichiara la Dirigente Scolastica Maria Teresa Lopez, «e per questo ci siamo affidati a voci esperte e appassionate come quelle del Coro ANA di Voghera.»

Scopo dell’iniziativa è ripercorrere le fasi e i luoghi della guerra sul fronte italiano attraverso i canti dei soldati, nati nella maggior parte dei casi da rielaborazioni di precedenti melodie popolari, ma creati talvolta da noti autori come il vicentino Bepi De Marzi.

«Le parole dei canti», spiega Ercole Aneomanti, «non esprimono mai odio verso il nemico, ma solo dolore e sofferenza per l’assurdità della guerra, desiderio di pace e nostalgia per gli affetti lontani.» Cantare serviva ai soldati per distrarsi, per rinsaldare il legame fra compagni di trincea, ma soprattutto per sentirsi ancora legati alla propria vita privata, ai propri cari. Non bisogna infatti dimenticare che, all’epoca del dibattito fra interventisti e neutralisti, la guerra fu caldeggiata soprattutto da esponenti delle classi urbane più elevate e colte, mentre fu solo subita dai tanti soldati semplici, spesso contadini semianalfabeti, mandati a morire in trincea, senza avere chiara coscienza delle motivazioni del conflitto.

«Durante la prima guerra mondiale», aggiunge Marco Montagna, «non vi era alcun rispetto per la vita umana: i soldati erano considerati vera “carne da macello” da sacrificare per conquistare pochi metri di terreno in una logorante guerra di posizione.» Basta pensare alle cifre dei morti in battaglie come quella combattuta sul monte Ortigara (28.000 soldati italiani) o quella di Gorizia, un vero e proprio massacro (52.000 vittime).

«Cifre molto difficili da immaginare e percepire per i ragazzi di oggi», conclude Rinaldo Bertolini, «che per fortuna vivono in un’epoca di pace e di rispetto per la vita umana in cui anche la morte di pochi militari viene sentita come un grave sacrificio di cui rendere conto al popolo.» Tra i tanti temi toccati dai racconti degli Alpini va infine ricordato il ruolo delle donne, all’epoca escluse dalla vita civile e relegate all’ambito domestico, ma improvvisamente gravate di pesanti responsabilità economiche e coinvolte in attività sussidiarie sul fronte, dove in molte persero la vita. Insomma, avvicinarsi all’esperienza dei protagonisti di quella “grande” guerra è per gli studenti del nuovo millennio una sfida importante e profondamente formativa, sul piano umano e civile. Una sfida che i ragazzi hanno saputo cogliere in pieno, «dimostrando un’attenzione, una partecipazione ed una sensibilità davvero commoventi», conclude Carlo Bernini. La conclusione del progetto è prevista per il mese di maggio, quando l’IC Marsala e il Coro Timallo organizzeranno un evento aperto al pubblico per condividere il percorso svolto.

 

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