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VOGHERA 27/02/2017: Atletica Iriense. Intervista a Costante Felice, l’allenatore

Febbraio 27
18:23 2017

VOGHERAIl prof. Costante Felice, allenatore nell’Iriense Voghera, è specialista del settore mezzofondo. Lo abbiamo incontrato per fargli qualche domanda.

Da quanti anni è allenatore di Atletica Leggera, che atleti ha allenato e in quali società ha svolto la sua attività? Quali sono le specialità che segue in particolare?

Ho cominciato ad allenare nel 1978, ho subito allenato prevalentemente il mezzofondo con qualche sporadico 400ista…che correva però anche gli 800!!!! E’ subito stata una sfida e un grande impegno, responsabilità ma anche soddisfazione allenare due atleti di livello Nazionale: Magnani Bruno (m.400/47”23 -800/1’49”76) e Colli Alberto (5000/14’20”-10.000/30’56”–maratona 2h23’xx”) Allora era la NuovaAtleticaDuina per Magnani Bruno e L’Atletica Riccardi Milano per Colli Alberto, e altri mezzofondisti Pavesi e lombardi tra cui Bassi Michele-PB: maratona (2h21’12”) Moretti Giuseppe- PB: maratona (2h16’40”).

Si sono susseguite tante società con le quali ho collaborato e arricchito il mio bagaglio tecnico (CUS Pavia, Snam San Donato Milanese, CUS Milano, Paf Verona, Fiat Sud Formia e tante altre fino al 2000 quando sono tornato al CUS Pavia per formare un gruppo che ha portato in 15 anni 7 Titoli Italiani, 8 presenze in Nazionale Azzurra ed un movimento culturale che ancora oggi produce risultati ottimi in Italia e nel mondo.

Lei crede che il mezzofondo Italiano, da anni un po’ in crisi, ritroverà atleti in grado di fare risultati degni del nostro periodo migliore?

Per quanto riguarda l’Atletica Italiana contemporanea credo che manchi quella semplicità ed unicità di obiettivi che permettono il raggiungimento di risultati importanti; a qualcosa bisogna pur rinunciare e fare scelte mirate, non si può avere una vita sociale intensa, essere modaioli, essere sempre sui social ed essere pure Top Athlet; i grossi campioni si “sacrificano senza sacrificarsi” e non soffrono di queste rinunce perché il loro Spirito è alla ricerca del Mood… in questo ultimo periodo si stanno affacciando giovani interessanti (Crippa, Chiappinelli, Razine, Zenoni, Del Buono ecc.) è altrettanto vero che la globalità ha creato rotture di vecchi equilibri sociali per costruirne di nuovi, la storia comunque regna sovrana e un movimento è vincente a condizione che i propri interpreti principali siano affamati; a pancia piena si corre poco e piano…

L’attività atletica nel pavese per le categorie assolute e giovanili è svolta con adeguato numero di gare o si potrebbe fare di più?

Credo fermamente nel rispetto, nelle sinergie e nelle regole, ma credo anche nei sogni; l’attività provinciale a mio avviso sogna poco e i calendari ne sono la dimostrazione, dedicati alla soddisfazione di un movimento che si sta autocelebrando ma anche autoannullando xchè non si vuole “uscire dal guscio provinciale”. Solo Cento Torri Pavia (CorriPavia) e Atletica Vigevano (Scarpa d’oro) hanno proposto manifestazioni “interessanti” e rappresentative di un movimento ben più ampio di quello che appare, ritengo riduttivo e poco interessante per due istituzioni quali  la FIDAL e l’UISP riproporre continuamente manifestazioni con 50/100 partenti! Perché? Per chi? Per dire ho fatto? Le provincie limitrofe propongono manifestazioni con minimo 500/1000 partecipanti…..

Molti giovani si affacciano al mondo della corsa con le gare studentesche, anche con buoni risultati ma non continuano, pensa che la scuola faccia abbastanza per motivarli?

La scuola non ha più risorse per motivare un ragazzo ad avvicinarsi al mondo dello sport agonistico, la società consumistica in cui crescono i ragazzi insegna la legge del “Tutto, subito, senza fatica e paga papà!”. Proporre un attività di sacrifici e sogni per anni, che sia più forte delle sirene informatiche e dei social? Ci vuole un GURU che li ipnotizzi usando gli stessi mezzi informatici e di comunicazione con un carisma UMANO e rassicurante; la scuola non ha tutto questo.

Qual è la sua opinione sulle corse campestri?

Mi prende in giro? Con le corse campestri mia moglie (Simona Viola) ha esordito in Nazionale ai Campionati del Mondo di Aix les Bains nel 1990, ha fatto altri Campionati del Mondo ed Europei, altri miei atleti hanno vestito la maglia Azzurra nei cross (Cugusi Stefano e Angelica Olmo), con il CUS Pavia ho vinto 6 Titoli Italiani di Società, secondo lei cosa ne posso pensare? Fantastiche!!!!

Penso comunque siano la vera palestra invernale che prepara tutti i risultati estivi, la consiglio all’800ista come al maratoneta prepara la mente a lottare su ogni appoggio, sviluppa le capacità propriocettive, organiche e muscolari; sono perfette e indispensabili.

Cosa pensa della diffusione del Doping, anche a livello giovanile?

Penso che la grossa diffusione del Doping sia ormai avvenuta, ora è solo mantenuta.

Mi spiego meglio per non essere frainteso. Tra il 1960 e il 1990 c’è stato nel mondo il boom del doping perché la crescita di un movimento “Sport” avveniva con enfasi, entusiasmo e gli interessi economici (anche di aziende farmaceutiche) capivano subito che “quello” sport poteva rappresentare un grosso indotto. Si è affiancato in modo silente alla crescita della società consumistica e per un giovane ingenuo assumere sostanze “miracolose” che ti fanno diventare super in poco tempo era la risposta più normale, i consigli dei vecchi saggi una perdita di tempo. Ora la cultura del Wellness e la diffusione capillare di qualsiasi informazione (basta googlare per un’ora e ti si apre il mondo in qualsiasi campo) ha sostituito l’uso di ormoni all’uso di “sostanze intelligenti” (lavoro con una ditta di integratori sportivi Straordinaria) che rispettano la persona dando il giusto supporto energetico per ottenere prestazioni di livello. Questo non ha fatto sparire l’uso del Doping ma lo ha circoscritto a quegli atleti d’élite che vogliono ottenere risultati straordinari senza averne i mezzi umani e commerciali. Personalmente posso affermare che il più grosso merito sportivo di cui posso realmente fregiarmi è non aver mai allenato un atleta dopato e mai proposto ad un mio atleta sostanze dopanti; non tutti gli allenatori possono dirlo a se stessi.

 

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