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VARZI 20/04/2016: La caserma dei pompieri è attiva. Ma perchè funzioni al meglio e abbia un futuro occorre l’impegno della Valle a trovare volontari del posto. Parla in comandante provinciale

Aprile 20
12:27 2016

VARZI Negli ultimi 5 giorni a Varzi e in generale in Valle Staffora è accaduta una piccola grande rivoluzione: è entrata in funzione in maniera effettiva la caserma dei vigili del fuoco.

Un grandissimo risultato, frutto di anni di lavori e di tenace impegno, ma che (come emerge dalle parole del comandante provinciale dei pompieri), rappresenta un punto di partenza su cui lavorare.

IL RISCHIO DI UN FINZIONAMENTO RIDOTTO

La caserma diventerà infatti una realtà forte e definitiva solo se la Valle e i suoi Comuni si muoveranno per trovare dei volontari del posto.

Perché questo? Perchè con l‘assenza totale di volontari residenti in zona il distaccamento (per come funzionano tutti i distaccamenti volontari) rischia di funzionare a scarto ridotto: di rimanere aperto solo poche volte, fornendo quindi un servizio zoppo alla popolazione locale.

I DESITNI DELLA CASERMA NELLE MANI DI VOLONTARI FORESTIERI

“Il distaccamento di Varzi è nato sabato scorso il 16 marzo scorso – spiega il comandante Danilo Pilotti – dopo che già lo scorso anno, dal 20 luglio al 17 settembre (in occasione di Expo ndr), era stato attivo come distaccamento stagionale.

L’apertura arriva però come conseguenza di quanto accaduto a Broni.

“Quello di Varzi era nato nel 2006 come distaccamento volontario, ma fino ad ora non non era mai stato attivato perchè non c’erano volontari disposti a farlo funzionare. Adesso, da quando Broni è diventato permanente, parte del personale che vi lavorava come volontario (circa 18 sui 40 totali ndr) s’è reso disponibile ad essere assegnato a Varzi. Ed è solo per questo motivo che abbiamo potuto renderlo attivo”.

NIENTE VOLONTARI DI BORNI NIENTE CASERMA

Il funzionamento di Varzi dipenderà quindi dalla disponibilità di questi volontari ‘forestieri’.

“Il distaccamento di Varzi funzionerà sulla base della presenza dei volontari – conferma il comandate -. Se un giorno i volontari ci sono allora anche la squadra c’è. Così per le notti. Se ci sono dei volontari disponibili la squadra si fa e la caserma apre. Il giorno invece in cui il personale volontario non c’è il distaccamento resta chiuso”.

Questo tipo di funzionamento per le caserme volontarie è una regola generale. Ed è proprio per questo che a Varzi occorre gente del posto.

“Succede la stessa cosa a Garlasco, Mortara, Mede e Casorate Primo. Con i distaccamenti volontari non c’è una garanzia di servizio h24, come succede invece per i distaccamenti permanenti – precisa Pilotti -. Essendo tutte persone che lavorano, si capisce bene che è facile che riescano a farlo solo la notte o magari solo nel fine settimana: turni che risultano più difficili da organizzare se i volontari non vivono in zona. Quanto a Varzi – precisa ancora Pilotti -, la mancanza dei volontari residenti in zona significa che per l’apertura bisogna contare solo sui 18 da Broni; oppure, così come abbiamo stabilito, sulla disponibilità del personale di altri distaccamenti a recarsi a Varzi per completare la formazione della squadra, che deve essere formata almeno da 5 pompieri”.

PER ORA FUNZIONAMENTO A SCARTO RIDOTTO

Nel fine settimana la nuova caserma (proprio per questi meccanismi) è stata aperta. Lunedì invece non c’erano forze sufficienti per farla funzionare è rimasta vuota.

RECLUTARE POMPERI IN VALLE PER METTERSI AL PARI CON LE ALTRE CASERME

“Per il momento si cercherà il più possibile di garantire il servizio al sabato e alla domenica – prosegue il comandante –. L’intenzione però è di integrare l’attuale personale con personale del posto di Varzi. Personale da formare al fine di poter far funzionare la sede quasi tutti i giorni come accade negli altri distaccamenti. Nonostante questi aspetti quello che abbiamo fatto a Varzi – tiene a sottolineare il comandante – è molto, ed è molto apprezzato dal sindaco del paese a da quelli dei Comuni della Valle”.

SERVE UN AMOBILITAZIONE GENERALE

Pilotti auspica anche una mobilitazione della popolazione.

“Con il distaccamento di Varzi aperto ci sarà una maggiore sensibilizzazione nei confronti dei giovani del posto, che si spera si convincano a fare domanda per diventare volontari dei vigili del fuoco. La campagna di sensibilizzazione ci sarà e cercherà il più possibile di coinvolgere i giovani locali affinchè il distaccamento possa marciare maggiormente sulle sue gambe”.

MA AD INCOMBERE SU VARZI C’E ANCHE L’INCOGNITA BELGIOIOSO

Ma c’è anche un’altra ragione per cui è importante che il distaccamento di Varzi, come dice il comandante, cammino sulle proprie gambe. Ed è una ragione legata alla possibile, sebbene ancora ipotetica, nascita nel comune di Belgioioso di un nuovo distaccamento volontari.

IL PROGETTO POTREBBE TOGLIERE I VOLONTARI A VARZI

Un progetto cui il comando provinciale di Pavia sta lavorando e che qualora dovesse concretizzarsi potrebbe avere ricadute negative su quello di Varzi.

Ciò perché, come dice ancora il comandante. ”Qualora aprisse un distaccamento a Belgioioso qualcuno dei volontari di Broni oggi a Varzi potrebbe preferire (come in realtà già emerso ndr) recarsi a Belgioioso anziché a Varzi”.

LA VALLE DEVE MUOVERSI

La speranza è quindi che in Valle Staffora qualcosa si muova.

“Questo rovescio della medaglia sulla nascita di un nuovo distaccamento in provincia di Pavia esiste – conclude il comandante Pilotti -. Se però nel frattempo, visto che i tempi del progetto Belgioioso non sono brevi, si lavora per trovare volontari del posto, questo rischio non ci sarebbe più”. Come si sul dire, il pallino ora è nelle mani della Valle Staffora e dei suoi abitanti.

 

(foto caserma varzi facebook)

 

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