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VOGHERA 17/10/2014: Parte il grande progetto contro gioco d’azzardo e ludopatie. Coinvolti fra gli altri alunni delle scuole e gestori dei locali con slot

Ottobre 17
10:14 2014

VOGHERA – Il Comune di Voghera vuol fare sul serio nella lotta contro il gioco d’azzardo e la dipendenza dalle slot… e altre diavolerie del genere. Sotto la spinta dell’assessore ai Servizi Sociali Moreno Baggini, forte del suo background da responsabile Caritas, il Comune lancia in questi giorni “Quando un gioco non è un gioco”, progetto complesso ed ambizioso che vede la collaborazione dell’Asl e di una cooperativa sociale (La Collina).

In prima fila con loro ci sarà anche l’assessorato al Commercio del Comune, che s’interesserà della parte del progetto che vede il coinvolgimento dei gestori di locali con slot machine.

L’iniziativa è stata presentata ieri mattina in Comune dall’assessore Moreno Baggini, dalla collega del Commercio, Alida Battistella, dal responsabile dell’Unità Dipendenze dell’ASL Pavia Paolo san Bartolomeo, dal Mauro Cecchetto ed Elisabetta Bosi della Cooperativa La Collina.

“Oggi siamo qui per alzare il livello di guardia ragionando sui costi sociali che questo dilagante fenomeno sta imponendo alla collettività – ha detto Baggini -. Nostro obiettivo è favorire iniziative di sensibilizzazione ai rischi collegati al gioco d’azzardo attraverso campagne di informazione alla cittadinanza; promuovere progetti di formazione per gli esercenti mirate alla prevenzione degli eccessi nel gioco d’azzardo; e intraprendere una battaglia di civiltà nel nome del rispetto dell’individuo e della collettività”.

PAVIA CAPITALE DELLE SLOT

Citando un’indagine pubblicata da Libera, in cui Pavia emerge come provincia italiana dove è più alta la spesa pro capite per il gioco d’ azzardo: 2.892 euro l’anno per abitante – e ricordando che “il fenomeno va a colpire in particolare le fasce già a rischio fragilità come gli anziani e i giovani” -, l’assessore ha reso noti alcuni dati riguardanti la città iriense.

… MA ANCHE VOGHERA NON SCHERZA (SONO QUASI 400 LE SLOT)

A Voghera su un totale di 154 esercizi (Bar Ristoranti) sono 69 quelli che hanno gli apparecchi da gioco (per un totale di 179 slot). Di Circoli con slot ce n’è uno, che ha 2 apparecchi. Le sale giochi invece sono 9, ed ha hanno un totale di 121 slot. Poi ci sono 2 agenzie di raccolta scommesse, con in tutto 32 apparecchi. Infine ci sono le tabaccherie, 20, tutte dotate di apparecchi (per un totale di 54 slot).

Anche sulla base di tali poderosi dati (388 slot non sono poche!) si è costruito un progetto per certi versi rivoluzionario.

In che senso lo ha spiegato bene il responsabile dell’Unità Dipendenze dell’ASL.

NON PROIBIRE MA CAPIRE I BISOGNI DI CHI GIOCA

“Rincorrere l’offerta delle slot machine è impossibile – ha dichiarato San Bartolomeo -. Le azioni di contenimento e disciplina vanno bene ma hanno anche pochi effetti nel momento in cui si tratta di contrastare un fenomeno perfettamente legale. Quello che, per ciò che ci riguarda va fatto, è un’opera di attenzione nei confronti del bisogno che porta le persone ad essere attratte dal gioco, così come far capire a chi gioca quanto è il momento fermarsi”.

Per questo motivo è stata avviato un progetto che ha l’ambizione di coinvolgere la società a 360 gradi.

I OSGGETTI E LE AZIONI MESSE IN CAMPO

Il progetto vedrà protagonista infatti una vasta platea di soggetti, dagli operatori del settore (assistenti sociali, psicologi ecc) che daranno vita a sportelli di ascolto e gruppi di auto-aiuto; alle associazioni (come l’Auser, ad esempio, che fornirà spazi e il proprio numero verde nazionale Filo d’Argento 800.995988 per le informazioni); a i ragazzi del scuole (che aderiranno creando degli spot sul mondo dell’azzardo, in modo però da coinvolgere anche le famiglie).

L’IMPEGNO DEI GESTORI

Con loro, in via del tutto innovativa, ci saranno anche i gestori dei locali con slot. Questi soggetti non solo saranno sottoposti alla nuova normativa regionale che li obbliga a seguire mini corsi di formazione per la gestione delle slot. Ma saranno anche chiamati (non però su base obbligatoria), dopo apposita formazione, a farsi sentinelle dei casi di gioco patologico fra i clienti dei loro esercizi.

Tale fase verrà implementa attraverso la collaborazione e la firma di convenzioni fra le associazioni di categorie e l’Asl, ed anche con la collaborazione dell’assessorata al Commercio, che potrà svolgere una sorta di funzione di collegamento e impulso.

Il progetto “Quando un gioco non è un gioco” si svolgerà anche in altre città dell’Oltrepo e a Vigevano.

 

 

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