VOGHERA 12/01/2019: Avrebbe perseguitato la collega per gelosia nei confronti di un uomo. Il giudice le ordina di stare lontana dalla vittima

VOGHERA – Il giudice del tribunale di Pavia ha disposto per lei la cosiddetta ‘misura cautelare personale’ del “divieto di avvicinamento”. Destinataria del grave provvedimento, una donna di 35 anni. All’origine del misura, una questione di cuore, che nel tempo sarebbe degenerata in gravi forme di violenza nei confronti della vittima, una vogherese 27enne che lavorava nel medesimo ufficio.

La vicenda vede coinvolta anche una terza persona, un collega delle due donne, che sarebbe stato oggetto delle attenzioni della 35enne.

La storia ha inizio nel dicembre del 2017 (per poi protrarsi nel corso del 2018), quando la donna, infatuatasi del collega maschio, avrebbe cominciato a guardare con sospetto la collega donna. Il suo timore, mosso dalla gelosia, sarebbe stato che l’altra donna potesse avere una relazione con l’oggetto del suo desiderio.

Da questo scenario sarebbe scaturito un clima di tensione che, nel corso dei mesi, si sarebbe tramuto in atti di violenza sempre crescenti, e che ad un certo punto sarebbe sfociato nella denuncia alla polizia.

Nel corso delle indagini sarebbero emerse delle vere e proprie persecutorie nei confronti della 27enne. La ragazza sarebbe stata ingiuriata, minacciata e diffamata (sia via social che di persona, sia nei pressi dell’abitazione che sul luogo di lavoro).

Ci sarebbero stati anche dei pedinamenti in macchina, scatti fotografici di sorpresa, nonché aggressioni per strada o sotto casa, con lesioni. In un caso le lesioni sarebbero state procurate mediante la macchina: con la vittima trascinata per qualche metro dopo l’ennesima discussione.

Venuto a conoscenza del quadro, il Gip presso il tribunale di Pavia ha emanato la misura cautelare del divieto di avvicinamento. Un provvedimento con il quale alla 35enne ora non può avvicinarsi alla persona offesa, ai luoghi da lei frequentati (casa e abitazione), e non può comunicare con lei, nemmeno mediante dispositivi elettronici.

La donna colpita dal provvedimento giudiziario ha sempre respinto gli addebiti affermando di essere stata a sua volta aggredita. Il giudice nonostante la difesa della 35enne ha disposto i divieti citati.

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