VOGHERA 16/04/2018: Ricercatore vogherese parla dei Bombardamento in città del 1944 sulla rivista “Storia in Rete”. “Bombardamento anomalo”. “Purtroppo non esiste ancora un monumento o una lapide che ricordi quei vogheresi rimasti uccisi”

VOGHERA – Sul numero di Aprile di “Storia in Rete” si parla di Voghera. Il ricercatore storico di Voghera, Sebastiano Parisi, autore di tre libri sui bombardamenti aerei durante la Seconda Guerra Mondiale, cui è stata affidata una rubrica sul mensile, nel corrente numero tratta del bombardamento di Voghera del 23 agosto 1944.

“Ogni mese parlerò di un bombardamento aereo diverso, compreso quello su Milano, per la cui documentazione mi recai ai National Archives a Londra assieme a mio fratello – spiega Parisi -. Nel numero 150 della rivista, cioè quello di aprile 2018 (attualmente in edicola), c’è il mio primo articolo: dove ho voluto parlare del bombardamento di Voghera”.

“Il 23 agosto 1944 la città di Voghera fu colpita da un bombardamento drammatico quanto inspiegabile – spiega il ricercatore -. I 24 bombardieri americani A-20 Havoc inviati non devono colpire ponti o altri obiettivi di interesse militare, ma il centro storico, mirando all’area compresa tra Piazzale Ciano (oggi Piazzale Quarleri) e Piazza Meardi. Lo scopo è di creare blocchi stradali, aprendo crateri lungo le strade e facendo collassare gli edifici.”

Spiega ancora Sebastiano Parisi,

“Questo bombardamento anomalo provocò 90 vittime, di cui quasi un terzo bambini e circa 300 feriti”, che poi aggiunge “Purtroppo a tutt’oggi non esiste ancora un monumento o una lapide in città che ricordi quei vogheresi rimasti uccisi.”

Per ciò che riguarda invece le sue altre trattazioni sulla medesima rivista, come detto Parisi parlerà anche del bombardamento di Milano, illustrazione frutto di un’intensa e appassionata ricerca che lo ha portato ai National Archives di Londra, da cui ha tratto, per la prima volta, tutti i documenti inglesi e americani riguardanti i bombardamenti di Milano durante la Seconda Guerra Mondiale.

“Numerose sono le novità emerse – spiega -, tra cui le mappe del bersaglio, che mostrano in maniera evidente come i bombardieri inglesi avessero l’ordine di mirare al Duomo, come un’importante scoperta che ristabilisce la verità circa un aspetto dei bombardamenti successivi all’Armistizio. Finora – sottolinea il ricercatore iriense – era noto che nel corso del 1944 gli Alleati bombardarono a più riprese lo scalo ferroviario di Lambrate, eppure si trattava di un falso storico. Nel libro che ho scritto, documenti alla mano, è dimostrato che ad essere colpito fu invece Milano Smistamento, un obiettivo che si trovava più ad Est, tra l’Idroscalo e Segrate.”

 

 

 

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