VOGHERA 06/02/2018: Vogherese il chirurgo dell’”Occhio bionico” impiantato per la prima volta nelle scorse settimane al San Raffaele di Milano

VOGHERAPer la prima volta in Italia, presso l’Unità di Oculistica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, nelle scorse settimane è stato eseguito l’impianto di una protesi sottoretinica – un vero e proprio modello di retina artificiale – in una donna non vedente.
Il delicatissimo intervento è stato condotto da un’équipe di specialisti in chirurgia vitreoretinica e oftalmoplastica afferenti all’Unità di Oculistica, diretta dal professor Francesco Maria Bandello.

Ad eseguire materialmente la rivoluzionaria operazione, una delle primissime al mondo, è stato Marco Codenotti, medico oculista nato nella nostra città di Voghera.

Marco Codenotti – responsabile del servizio di Chirurgia vitreoretinica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele – coadiuvato, per la parte extraoculare, dal dottor Antonio Giordano Resti, responsabile del servizio di Chirurgia oftalmoplastica dello stesso ospedale, ha svolto e coordinato un intervento durato quasi 11 ore.

“L’intervento è stato il più complicato che abbia mai eseguito – ha dichiarato il medico iriense -. Ogni passo è fondamentale e delicato e la riuscita dell’intervento può essere compromessa da un momento all’altro. L’aver visto il microchip posizionato correttamente è stato per me una grandissima emozione, un sogno realizzato”.

Codenotti e la sua equipe hanno impiantato l’”occhio bionico il 20 gennaio 2018 sua una paziente di 50 anni affetta sin dalla giovane età da retinite pigmentosa, una malattia genetica dell’occhio che provoca la graduale riduzione della vista (i primi sintomi sono iniziati durante l’adolescenza e in seguito la visione si è gradualmente ridotta fino a esaurirsi totalmente).La paziente sta bene, è già stata dimessa dall’ospedale e ora attende l’accensione del microchip che stimolerà gradualmente la retina, consentendole di reimparare a vedere.

L’intervento come detto è consistito nel posizionamento nell’occhio di una retina artificiale, nella sostanza è stato utilizzato un microchip denominato Alpha AMS, prodotto dalla compagnia tedesca Retina Implant, capace di ripristinare la percezione della luce e delle sagome di alcuni oggetti e/o persone circostanti .

Il microchip misura circa tre millimetri e contiene 1600 sensori. Il dispositivo viene inserito al di sotto della retina, in corrispondenza della macula, in modo da stimolare il circuito nervoso che naturalmente collega l’occhio al cervello: in questo modo si sostituisce all’attività delle cellule non più in grado di fare il loro lavoro (il principio di funzionamento si basa sulla sostituzione dei fotorecettori della retina, cioè le cellule specializzate (i coni e bastoncelli) deputate a tradurre la luce in segnali bioelettrici che arrivano al cervello attraverso il nervo ottico. I fotorecettori ormai non più funzionanti vengono sostituiti da un fotodiodo, un microscopico apparato elettronico in grado di trasformare la luce in uno stimolo elettrico.
“A seguito dell’intervento – afferma Marco Codenotti, – ci aspettiamo una stimolazione retinica che gradualmente potrà portare la paziente a reimparare a vedere”.

“Questo intervento conferma la vocazione dell’Ospedale San Raffaele e di tutto il Gruppo ospedaliero San Donato di adottare sempre le soluzioni più innovative per i propri pazienti -

afferma l’ingegnere Elena Bottinelli, amministratore delegato dell’IRCCS Ospedale San Raffaele – Grazie a Banca Mediolanum e alla esperienza della nostra oculistica, è stato possibile raggiungere questo importante risultato, sperimentando una nuova tecnologia. Un passo avanti importante per i pazienti affetti da queste gravi patologie”.

L’oculista vogherese Marco Codenotti per eseguire questo straordinario intervento ha svolto anni di studi e fatto lunghi training presso ospedali e strutture tedesche.
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