VOGHERA 13/11/2017: Belfagor, le luci accese… e la giusta destinazione per l’ex Tribunale. L’intervento critico di Achille Cester sull’arrivo dell’Agenzia delle Entrate

VOGHERA – Achille Cester, noto imprenditore oltrepadano, già assessore al Comune di Voghera, ritorna a dire la sua sull’ex Tribunale e i suoi odierni destini.

Il suo intervento prende le mosse dalle misteriose luci accese notturne (che ci sia Belfagor? si chiede Cester) notate all’interno della struttura smantellata ma che a breve diventerà la nuova sede dell’Agenzia delle Entrate. Una soluzione questa che al personaggio oltrepadano non piace e alla quale Cester preferirebbe una sede dove dispensare “istruzione tecnica tradizionale ed innovativa” e fare “veri corsi di riconversione dei lavoratori”.

BELFAGOR A VOGHERA

“Da qualche tempo ne parlano sommessamente gli inquilini dei piani alti della via Plana. Guardano in su passando in fretta i pendolari dell’ultimo treno da Milano… non vogliono fare gli straordinari serali le segretarie degli ultimi studi legali affacciati sulla edificio.

Dopo il suono dell’Ave Maria, le luci dei sotterranei e delle finestre del secondo piano del Tribunale di Voghera, sotto quella gialla impietosa dei lampioni pubblici, si illuminano di una luce che sembra annunciare l’arrivo di Belfagor.

Qualcuno dice sia il fantasma di un avvocato sospeso dall’ordine negli anni ’80, che non rassegnandosi a morire d’inedia, presidiava il Tribunale giorno e notte per farsi dare 20.000 lire da qualche paesano in cerca di una guida legale a buon mercato. Qualcun evoca il fantasma di un altro avvocato, morto di stenti durante la Seconda Guerra Mondiale, che il Regime aveva messo a riposo forzato per non aver preso la famosa “tessera” con l’aggravante di essere pure Massone.

Certo è, che un po’ decadente, con a fianco una chiesa simil gotica, e le luci accese che filtrano dalle persiane sgangherate, il Tribunale di notte contribuisce a rendere spettrale la zona intitolata al famoso astronomo.

La coreografia è poi completata, dopo le 11, da due presenze simili a folletti come guardiani ai lati della via, che solo un osservatore distratto scambierebbe per due lucciole.

Meritava una fine diversa questo quartiere di Voghera a due passi dal centro, ed i mezzi erano stati anche forniti da un antico benefattore (forse anche lui ancora oggi senza pace), che aveva lasciato al Comune l’albergo della Stazione con il vincolo che se non fosse diventato una scuola entro 50 anni, avrebbe dovuto essere restituito ai legittimi eredi.

Se lo shining del presente è avvolto nelle nebbie di novembre, il futuro non promette niente di buono con i proposti bellicosi di conversione dell’edificio ad Agenzia delle Entrate, più vicina così al cuore ed al portafogli di quella razza in estinzione che sono le imprese vogheresi.

Non ci andrebbe un genio a capire che nell’epoca dei Bitcoin e degli Ethereum, dove i giganti del web pagano meno tasse della provincia di Pavia, non servono nuovi uffici inutili per tartassare, magari anche sbagliando, sempre i soliti ed invecchiati noti,

E’ puntando sull’istruzione tecnica tradizionale ed innovativa, sui veri corsi di riconversione dei lavoratori, creando un polo universitario agroalimentare e magari un corso di laurea in criptovalute, che si rilancia l’Oltrepo e Voghera che ne è la capitale.

Speriamo che il fantasma del tribunale porti consiglio a tutti questi aspiranti deputati e consiglieri regionali, chè non si lascino tentare dell’ennesimo edificio pagato dai contribuenti vogheresi.

Ah a proposito… bisognerebbe dire al fantasma di avere almeno lui un po’ di cuore, solo catene e gemiti: che la luce se la lascia accesa la paghiamo noi.

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