VOGHERA 03/08/2017: Meteo. “Lucifero” oltre al caldo porta con sè un eccesso di Ozono nell’aria. L’assessorato all’Ecologia invita a fare attenzione. Il decalogo dell’Arpa spiega cosa fare

VOGHERA – Insieme al caldo torrido, in questo inizio di agosto, è arrivato anche l’allarme Ozono.

A lanciarlo l’Amministrazione comunale, che raccomanda la popolazione di fare attenzione.

Del caso “ozono” se ne sta occupando anche l’Arpa, le cui centraline, come spiega l’Amministrazione, hanno fatto registrare il superamento della prima soglia di attenzione, rilevando che il limite massimo (di 180 µg/m³) è stato superato facendo segnare un valore di 186.

Immediata la mobilitazione del Comune di Voghera attraverso l’assessorato all’Ecologia.

“Invitiamo tutti i cittadini a tutelarsi, in particolare le categorie più deboli come anziani e bambini – dichiara l’assessore Alida Battistella. La raccomandazione è, con temperature così elevate, di stare il più possibile lontano dalle zone più calde, limitando al massimo gli spostamenti, vestire con tessuti naturali e freschi e fare attenzione a idratarsi il più possibile e di frequente”.

Suggerimenti fondamentali quando il termometro sale molto (la stazione meteo dell’istituto Gallini alle 17.30 mostrava che la temperatura massima della giornata è stata di 37,6, registrata alle 13.40… mentre la minima è stata di 24,3 rilevata alle h 4.40) e i rischi di malori si fanno più concreti.

L’Arpa che monitora la situazione ora per ora ha diffuso un vademecum sul rischio Ozono. Eccolo

Cos’ è l’ozono

L’ozono è un gas naturale che si forma normalmente nella stratosfera, lo strato dell’atmosfera

terrestre che si estende dai 10-15 Km fino a 30 Km circa. La sua presenza qui risulta di

fondamentale importanza per la vita sulla terra, in quanto fornisce un eccellente schermo in grado

di filtrare le radiazioni ultraviolette (UV), potenzialmente cancerogene.

I gas inquinanti prodotti dall’uomo, tra i quali soprattutto il Freon (usato principalmente come

propellente per le bombolette spray) e l’ossido di azoto (NO, prodotto dai motori degli aerei) si

propagano nella stratosfera e favoriscono la diminuzione dell’ozono, portando ad un

assottigliamento dello strato di ozono stratosferico (“buco dell’ozono”).

Nella parte più bassa dell’atmosfera (troposfera) l’ozono è invece dannoso per la salute umana e

per la vegetazione; l’ozono in troposfera si trova come inquinante secondario, prodotto dalla

reazione dell’ossigeno con il biossido di azoto (NO2) e il contributo dei composti organici volatili

(COV), in presenza di forte irraggiamento solare e di elevate temperature. Di conseguenza, le

concentrazioni di ozono sono nettamente più elevate nelle ore pomeridiane dei mesi estivi, anche

se variano molto in funzione delle condizioni meteorologiche.

Diversamente dagli inquinanti primari, che sono riscontrabili direttamente in prossimità delle

sorgenti che li producono, l’ozono, per effetto dei movimenti e dei rimescolamenti delle masse

d’aria che trasportano i “precursori” (appunto NO2 e COV), si può formare a distanza di tempo ed

in luoghi anche molto lontani dalle fonti di inquinamento primario, e può a sua volta subire

fenomeni di trasporto anche notevoli.

Soglie di informazione a di allarme

Il D. Lgs. 155/2010 prevede per l’ozono una soglia di informazione e una di allarme.

La soglia di informazione viene definita come il livello oltre il quale sussiste un rischio per la

salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili

della popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di assicurare informazioni

adeguate e tempestive.

La soglia di allarme invece rappresenta il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute

umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui

raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati.

Finalità Periodo di mediazione Soglia

Informazione 1 ora 180 microgrammi/m3

Allarme 1 ora1 240 microgrammi/m3

1per l’applicazione dell’art. 10, comma1, deve essere misurato o previsto un superamento per tre ore consecutive

Effetti sulla salute

L’ozono troposferico costituisce una componente importante dello smog fotochimico; essendo un

forte ossidante, è in grado di attaccare i tessuti dell’apparato respiratorio anche a basse

concentrazioni, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità

polmonare. La maggior parte di questi effetti sono a breve termine e cessano una volta che gli

individui non sono più esposti ad elevati livelli di ozono, ma è noto che possano sussistere anche

danni derivati da ripetute esposizioni di breve durata, come l’accelerazione del naturale processo di

invecchiamento della funzione polmonare.

Le categorie di persone maggiormente sensibili all’ozono sono le seguenti:

 Bambini: sono il gruppo a più alto rischio per l’esposizione ad ozono, perché essi

trascorrono gran parte del periodo estivo all’aperto e sono spesso impegnati in attività

fisiche intense. I bambini hanno anche maggiori probabilità di sviluppare fenomeni asmatici

o altre malattie respiratorie.

 Soggetti sani che fanno attività fisica all’aperto: adulti in buona salute che fanno

attività fisica all’aperto (sia essa sportiva o lavorativa) diventano un gruppo “sensibile”

perché sono più esposti all’ozono rispetto alla popolazione meno attiva. L’esercizio fisico

infatti può aumentare la frequenza respiratoria e quindi l’introduzione di sostanze inquinanti

nei polmoni fino a 10 volte rispetto la situazione di riposo.

 Persone con malattie respiratorie (asma, broncopneumopatie croniche): tali

malattie rendono i polmoni più vulnerabili agli effetti dell’ozono. Pertanto gli individui che si

trovano in queste condizioni manifestano gli effetti dell’ozono prima e a concentrazioni più

basse rispetto agli individui meno sensibili.

 Persone con una particolare suscettibilità all’ozono: la reazione all’ozono è molto

diversa da individuo ad individuo, per cui anche soggetti in buona salute possono risultare

più suscettibili di altri. Questi individui manifestano infatti danni da ozono in modo più

marcato rispetto alla media della popolazione. Vi sono infine alcune evidenze che indicano

che gli anziani e/o le persone con malattie cardiache abbiano un’aumentata sensibilità

all’ozono.

Danni alla vegetazione

Il problema non è circoscritto alle aree urbane: infatti sia i precursori (NO2 e COV) che l’ozono

stesso possono essere trasportati per centinaia di km, cosicché sono soggette all’esposizione anche

le grandi zone rurali e forestali, con conseguenti effetti negativi sulla vegetazione.

L’ozono (e gli ossidanti fotochimici in genere) provoca una riduzione della crescita delle piante e,

ad elevate concentrazioni, clorosi e necrosi delle foglie. Il primo effetto visibile si manifesta sui

cloroplasti che, dopo l’esposizione, assumono una colorazione verde chiara e si rompono

facilmente, disperdendo la clorofilla nel citoplasma cellulare.

Le specie più sensibili all’ozono sono: il tabacco, gli spinaci, l’erba medica, l’avena, la segale, i

fagioli, l’orzo ed il noce; su queste piante è possibile notare la comparsa dei primi sintomi di

sofferenza già a concentrazioni di 80 g/m3 di ozono.

Comportamenti raccomandati diretti alla tutela della popolazione

Poiché l’intensità degli effetti dell’ozono cresce con la durata dell’esposizione dell’individuo, la

regola principale è quella di limitare l’esposizione e quindi principalmente limitare le attività all’aria aperta nelle ore di maggiore insolazione, generalmente dalle ore 12.00 alle ore 16.00. E’ quindi consigliato di limitare i lavori pesanti o le attività sportive nelle prime ore della mattina o in serata, quando i livelli di ozono saranno diminuiti.

Le ore più calde della giornata andrebbero trascorse in ambienti chiusi, avendo l’accortezza di

ventilarli nei momenti freschi come la mattina presto o la sera.

Anche l’alimentazione nelle giornate di alti livelli di l’ozono ha una grande importanza. Una dieta

ricca di sostanze antiossidanti può aiutare ad abbassare la sensibilità di un individuo all’ozono ed è

quindi consigliato, in questi periodi, privilegiare cibi che contengano tali sostanze. I cibi ricchi di

antiossidanti sono principalmente frutta e verdura di stagione; per esempio la vitamina C è

disponibile in pomodori, peperoni, patate, cavoli, broccoli, verdure a foglia verde, agrumi, fragole,

meloni. Utile a tale scopo è anche la vitamina E (uova, asparagi, avocado, noci, mandorle, germe

di grano, olio di oliva, olio di arachidi, olio di germe di grano, olio di fegato di merluzzo) e il selenio (pollo, fegato, tonno, molluschi, pomodori, broccoli, cavoli, cipolle, funghi, cereali integrali, lievito di birra, germe di grano).

Chiaramente per i soggetti rientranti nelle categorie a rischio, e in generale per le persone anziane

e per i bambini, è consigliabile applicare questi suggerimenti anche con livelli di ozono inferiore alla soglia di informazione (180 g/m3).

Comportamenti da adottare per la riduzione dell’inquinamento da Ozono

Le principali azioni atte a ridurre l’inquinamento da ozono devono essere indirizzate verso il

contenimento delle emissioni dei suoi precursori, NOx e COV. Gli ossidi di azoto sono emessi nei

processi di combustione a temperatura elevata (e quindi anche dai motori dei veicoli e, in assenza

del riscaldamento durante l’estate, dai processi industriali che prevedono una combustione). I COV

sono a loro volta emessi dal traffico veicolare e delle attività industriali; vengono rilasciati durante

la movimentazione dei carburanti e l’uso di solventi e vernici ed anche da sorgenti naturali. Per un

rapporto dettagliato sulle emissioni di COV ed NOx, si rimanda all’inventario regionale delle

emissioni in Lombardia basato sul database INEMAR e consultabile alla pagina

http://www.inemar.eu/xwiki/bin/view/Inemar/.

Anche il singolo può concretamente contribuire a limitare la formazione di Ozono, cercando ad esempio di:

- ridurre l’uso degli autoveicoli privati, soprattutto se diesel, privilegiando l’impiego dei mezzi

pubblici;

- utilizzare in modo condiviso l’automobile, per diminuirne i chilometri totali percorsi e quindi

le relative emissioni;

- cercare di mantenere una velocità costante, con una guida non aggressiva, mantenendo

possibilmente una velocità compresa tra i 70 km/h e i 90 km/h in ambito extraurbano e in

autostrada;

- verificare periodicamente gli scarichi dei veicoli soprattutto per quelli non catalizzati e

diesel;

- prediligere l’impiego di vernici all’ acqua o ad alto secco;

- ridurre la quantità di smacchiatori e solventi che si usano in casa;

- evitare l’accensione di fuochi e barbecue.

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