VOGHERA 16/07/2017: Emergenza donatori. Rischio effettivo per i malati oltrepadani e pavesi di restare senza sangue in caso di emergenza. Appello dell’Avis per andare a donare prima di partire per le ferie e per diventare nuovi donatori

VOGHERA – La mancanza di sangue per le trasfusioni è un elemento costante delle estati (anche se non solo) della provincia di Pavia, storico territorio (Ahinoi!) importatore del prezioso elemento vitale.

Quest’anno però la carenza è forte come non mai, con il rischio effettivo che i malati (o le vittime di incidenti stradali o di particolari situazioni di emergenza) residenti in provincia ne restino senza in caso di bisogno.

A lanciare l’allarme è le sede iriense dell’Avis, l’associazione che della raccolta sangue attraverso i propri associati ha fatto il suo impegno quotidiano, nonché la propria ragione di vita.

I motivi della preoccupazione derivano da una contingenza sopravvenuta quest’anno: la generalizzata mancanza di sangue, e quindi di donazioni, in tutta Italia, Lombardia compresa… da dove la provincia di Pavia (Oltrepo e Voghera compresi!) hanno storicamente importato il sangue.

“Se la carenza è a livello nazionale e regionale è chiaro che a rischiare d’andare in deficit di sangue, prima degli altri, siano le zone non autosufficienti come da noi – spiega Massimo Cellana, presidente di Avis Voghera -.

I numeri impietosamente corroborano le ragioni dell’allarme e la necessità di correre ai ripari, in particolare sul nostro territorio.

“In Oltrepò, così come nel resto della nostra provincia, ci sono circa 2-2.5 donatari di sangue su 100 abitanti. Mentre la media regionale è del 5%, con punte del 7% nelle province più virtuose, come Mantova e Bergamo”, prosegue il presidente.

Alla generalizzata scarsezza dei donatori locali, come detto, quest’anno s’aggiunge un calo dei donatori delle altre province, il che rende tutto più difficile e preoccupante per chi deve “importare”.

Come se non bastasse, poi, a Voghera per la prima volta dopo 8 anni, nel 2017 c’è stato un calo nel numero assoluto delle donazioni. Ne parla il vice presidente dell’Avis.

“Tra il giugno 2106 e il giugno 2017 – sottolinea Daniele Bruno – la nostra sezione ha fatto registrare una diminuzione nelle donazioni. Un calo del 2%, che corrisponde a circa 40 sacche in meno di sangue, una quantità significativa in caso di emergenza”.

E’ da tutto ciò che nasce la necessità quest’anno di fare un appello particolarmente accorato da parte dell’Avis.

“«In questi periodi di ferie estive – dice ancora Bruno – il calo delle donazioni se possibile si sente ancora di più, sia perchè la gente parte, sia perchè sono sospese le donazioni per chi torna da zone a rischio. Per questo invitiamo i nostri donatori a venire da noi prima di partire”.

L’invito è esteso ance a chi non è ancora donatore.

“In caso di emergenza – aggiunge il vice presidente – purtroppo le donazioni dell’ultimo minuto non sono immediatamente utili, perchè deve passare il periodo legato alla registrazione e alle verifiche mediche. Perciò chiediamo a chi ancora non è donatore di farsi avanti subito, così da essere pronto al più presto, sia per le donazioni di routine che quelle di emergenza”.

L’appello si estende anche a coloro che in epoche precedenti non potevano donare.

“Grazie alle nuove tecnologie – conclude il presidente Massimo Cellana – ora possono donare anche le persone che pesano meno di 50 chili. Anche loro si facciano avanti, le attendiamo come gli altri nella nostra sede di via Emilia”.

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