VARZI 27/07/2012: Chiude l’Ilva di Taranto? A rischio anche il posto di decine di lavoratori oltrepadani

VARZI  – Non c’è pace per i lavoratori della ex Ilva (già Zincor) di Varzi. Il loro stabilimento, per una ristrutturazione aziendale voluta dalla proprietà (il gruppo Riva), aveva chiuso i battenti a cavallo fra il 2008 e il 2009. La dismissione della fabbrica aveva provocato grossi problemi agli 80 lavoratori residenti in Oltrepo. Alcuni andarono in pensione anticipata, altri invece dovettero accettare il trasferimento presso la sede del Gruppo Riva a Novi Ligure. Oggi la nuova mazzata è targata Ilva di Taranto, dove,  con una decisione straordinaria e contestatissima, la magistratura ha disposto la chiusura per danno ambientale del settore principale (quello della fusione) dello stabilimento.

Una decisione, quella delle toghe, che rischia ora di provocare migliaia di disoccupati… non solo in Puglia ma anche lungo tutta la filiera produttiva dell’acciaio italiano.

In questa filiera c’è anche l’attività svolta dalla Ilva di Novi Ligure (solo l’Ilva di Taranto infatti produce acciaio. Senza le grandi bobine d’acciaio, dette coils, che arrivano al Nord via nave per  essere lavorate, l’attività nelle fabbriche distaccate si blocca), dove da alcuni anni sono al lavoro una 40tina circa di oltrepadani reduci dalla chiusura della sede varzese dell’Ilva.

“La nostra preoccupazione per le sorti della fabbrica di Novi Ligure è molto forte – spiega Tonio Anselmo, segretario della Fim Cisl di Alessandria -. Per questo in mattinata a Novi si è svolta un’assemblea e poi un corteo di lavoratori che si sono recati dal sindaco. Ciò che chiediamo è che tutte le istituzioni locali interessate dalla problematica appoggino le istanze dei lavoratori dell”Ilva, affinchè lo stabilimento di Taranto venga al più presto riaperto”.

La Fim Cisl così come gli altri sindacati chiede di contemperare le problematiche ambientali con quelle legate all’occupazione: chiede la riapertura immediata della fabbrica di Taranto ed il contestuale avvio delle opere per la bonifica dell’attività. Procedura che salverebbe il futuro ed il presente degli operai pugliesi, e a caduta di quelli di Novi Ligure… 40 oltrepadani compresi.

 

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